Razzolini: «Riattivare la stazione di Nove per aiutare il turismo di tutta la Pedemontana»

Il vicesindaco di Valdobbiadene e candidato consigliere regionale per Fratelli d’Italia: «L’epidemia da Covid-19 sta cambiando il turismo: collina e lago diventano mete ambite»

La stazione ferroviaria di Nove (foto da Wikipedia)

Riattivare la stazione di Nove per farne un punto della metropolitana di superficie e potenziare il richiamo turistico del Lago Morto e dell’intera Pedemontana: il vicesindaco di Valdobbiadene e candidato consigliere regionale per Fratelli d’Italia, Tommaso Razzolini, affianca i cittadini della frazione di Vittorio Veneto nella loro richiesta. «L’epidemia da Covid-19 sta cambiando il turismo: collina e lago diventano mete ambite perché permettono di rilassarsi rispettando tranquillamente il distanziamento personale - sottolinea Razzolini - Inoltre, da tempo sta sempre più prendendo piede il cicloturismo, soprattutto tra gli stranieri. Per questo, credo che la riattivazione della stazione di Nove, anche senza un presidio stabile, possa essere un investimento importante per la nostra terra».

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Razzolini sottolinea l’ecosostenibilità dell’iniziativa: «Il treno sta diventando, o forse tornando, un mezzo di grande richiamo per i turisti: non dimentichiamo il progetto del Treno delle Dolomiti che, collegandosi alla rete già esistente, porterà agevolmente nei nostri territori i turisti del Nord Europa, collegando due patrimoni dell’umanità come le Dolomiti e le Colline del Prosecco. Intanto, si sta già lavorando per l’elettrificazione della linea ferroviaria, che porterebbe escursionisti e cicloturisti in visita al Lago Morto, e poi a cascata in tutte le colline tutelate dall’Unesco e nella provincia trevigiana. Non dimentichiamo poi che Nove e il Lago Morto si trovano sulla ciclabile Monaco-Venezia, con un passaggio stimato tra i 250 mila e i 500 mila turisti all’anno. Riattivare la stazione e rendere più accessibile l’accesso al lago sarebbe quindi un investimento turistico significativo, un’iniziativa che parte dal basso e che può avere ricadute economiche importanti sul territorio, con grande attenzione all’ambiente e allo stesso tempo garantendo un ritorno economico alle attività già presenti e un possibile sviluppo di nuove realtà di accoglienza; per questo credo che la Regione, nella ormai prossima legislatura, potrà tenere in grande considerazione questa proposta e lavorare assieme ai cittadini e a tutte le realtà coinvolte per realizzarla».

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