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Referendum, Sel: "Interessante esperienza di e-marketing"

Così Luca de Marco, coordinatore provinciale di Sel sulla proclamazione dei risultati del referendum per l'indipendenza del Veneto

TREVISO - "Il sedicente “referendum” per l’indipendenza del Veneto ci pare una interessante esperienza di e-marketing, e saremmo curiosi di vedere il business plan che sta alla base del costoso investimento economico che ha comportato l’organizzazione dell’evento. I due milioni di cui parlano gli organizzatori proverrebbero dall’associazione di imprenditori indipendentisti “Veneto Business”, che promette agli aderenti di poter “condurre ricerche di personale, oltreché essere agevolati nell’apertura di uffici, o di punti vendita, in Polonia, oltreché ovviamente in Scozia ed altri stati”. Ci preoccupa un po’ questa apertura internazionale a un paese come la Polonia, rispettabilissimo ma non certo il nostro primo partner commerciale e, anzi, terreno di delocalizzazione ventilata di alcune produzioni Electrolux. Forse adesso Veneto business potrà individuare un terreno di partnership in Crimea, ma non ci pare sia una risposta all’altezza dei problemi che il Veneto e l’Italia stanno vivendo". Così Luca de Marco, coordinatore provinciale di Sel sulla proclamazione dei risultati del referendum per l'indipendenza del Veneto avvenuta venerdì sera in piazza dei Signori a Treviso. 

"L’organizzatore del referendum, che è anche imprenditore nel settore dell’economia digitale, dichiara a Panorama che già sono giunte richieste da regioni e partiti riguardo alla piattaforma digitale utilizzata per il plebiscito on line. Quindi il ritorno pubblicitario dell’evento è indubbio e gli auguriamo buone vendite" chiosa De Marco. 

"Non intendiamo sottovalutare il ruolo del marketing digitale nella formazione del consenso politico -aggiunge - sappiamo come uno dei maggiori partiti italiani debba quasi tutto al ruolo svolto da una società di e-commerce e strategie di rete. Se la strategia di Grillo si basa sull’idea forte “basta politici!” e la amplifica e la incanala verso un collettore di consenso politico, qui è invece è l’idea forte locale della distanza da Roma e dell’autonomia del Veneto ad essere amplificata; quello che non è ancora chiaro è dove la voglia incanalare, ma probabilmente lo si capirà presto".

"Il legame di tutto questo con la soluzione dei problemi che incombono su di noi è però quasi inesistente. L’idea che il problema siano le forme istituzionali dentro le quali si prendono le decisioni politiche e di governo, e non invece la natura delle decisioni che si prendono, è non solo fuorviante, ma si traduce in una conferma di quelle decisioni sbagliate. Il cambiamento passa attraverso una messa in discussione delle scelte, e delle non scelte, che vengono fatte sulla distribuzione della ricchezza e del reddito, sulla equità dell’imposizione fiscale, sull’utilizzo del territorio, sui diritti dei lavoratori e dei cittadini, sulla ricerca, sull’innovazione, sulle politiche industriali, sugli investimenti in qualità dei servizi pubblici, a partire da scuola e sanità. Bastasse solo spostare un confine, o crearne di nuovi… ce la stiamo raccontando troppo facile". conclude De Marco.

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