Regionali, i renziani: «Due milioni di euro ai sindaci per non votare nelle scuole»

Daniela Sbrollini, 48 anni, è in corsa come presidente: «Chiedo che il Veneto si assuma le sue responsabilità e aiuti i Comuni a organizzare le elezioni in sedi diverse»

Al centro Daniela Sbrollini, candidata presidente di Italia Viva

«La Regione Veneto destini subito 2 milioni di euro ai sindaci per coprire le spese che sosterranno per trovare e attrezzare luoghi alternativi alle scuole per il voto». È la proposta lanciata dalla candidata di Italia Viva, Psi e Civica per il Veneto Daniela Sbrollini, oggi nel trevigiano.

«Dall’inizio di questa campagna elettorale - dice la candidata dei renziani -  chiedo, da sola, che si eviti di chiudere le scuole 4 giorni dopo che sono iniziate. In questi giorni la Regione Marche ha fatto una scelta simile e io chiedo che il Veneto si assuma le sue responsabilità e aiuti i Comuni a organizzare le elezioni in sedi diverse dalle scuole e farlo non solo quest'anno ma definitivamente anche per tutte le prossime elezioni come già si fa in alcuni Paesi». Sempre dalla Marca lancia una seconda proposta:  «Ci sono 209 miliardi di risorse europee, alle quali mi auguro si aggiungano i 36 miliardi del MES, che devono essere impiegate per far ripartire il Paese. Il Veneto su questo fronte deve essere protagonista. Si organizzi pertanto da subito per il 22 settembre pomeriggio una riunione della Regione Veneto con Anci Veneto, i sindaci dei 7 capoluoghi e una rappresentanza dei comuni per avviare il progetto di ripartenza del Veneto insieme». 

«Il sindaco di Firenze e il presidente dell’Emilia Romagna rivendicano un ruolo nella scelta di come utilizzare i fondi europei – sottolinea Sbrollini- io come candidata presidente del Veneto sono per unire tutti nella ricostruzione del Veneto fuori dalla crisi. Non ci sono rivendicazioni da fare, non serve la sterile competizione tra livelli di governo a cui purtroppo assistiamo da anni, tantomeno è utile l’isolamento. Serve una visione per il Veneto, una consapevolezza delle fragilità da risolvere soprattutto dopo l’emergenza Covid, serve autonomia e coraggio. Quello che metto in campo con la squadra che mi sostiene».

«Noi siamo qui per iniziare a costruire qualche cosa da offrire ad un elettorato che non si affascina dei radicalismi del candidato Pd, uno che dice no anche ai grandi contenitori sportivi in regione» sentenzia a proposito della rottura con il Partito Democratico e a proposito dell'autonomia dice: «E' una politica della Lega quella di spararle grosse, creare illusioni e poi dire che l'autonomia non si fa perché il governo non la vuole. Prima c'era la scusa dei grillini che non la tolleravano, adesso chiede materie e competenze al limite della costituzionalità. Ma se c'è un progetto per dare ai veneti più risorse e più servizi sul territorio noi ci saremo».

Infine una battuata sul recente nuovo focolaio Covid emerso alle ex caserme Serena. «Gli immigrati ci stanno dentro da tempo - spiega - dire che gli sbarchi ci portano il Corona virus è da irresponsabili. Semmai servono più controlli e far funzionare il sistema sanitario trevigiano per attivare la prevenzione».

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