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La Regione blocca gli ospedali di comunità, Rocco (PD): «Sanità territoriale indebolita»

Il consigliere democratico denuncia la Delibera della Giunta Regionale che stralcia le strutture intermedie all'Israa Menegazzi e alla casa di riposo "Luigi e Augusta" di Ormelle

TREVISO Con una delibera di giunta (DGR n. 2174) la Regione Veneto ha determinato le prime disposizioni relative alla riorganizzazione dei servizi sociosanitari dopo la riforma che ha istituito l’Azienda Zero e le Ulss provinciali. Fra queste compare anche l’elenco delle strutture di cura intermedie accreditate o in corso di accreditamento, cioè Ospedali di Comunità e Unità Riabilitative Territoriali. Gli ospedali di comunità sono un ponte fra l'assistenza domiciliare e gli ospedali centrali. L’ex Ulss 9 aveva indicato due ospedali di comunità, uno all’Israa Menegazzi e uno alla casa di riposo “Luigi e Augusta” di Ormelle. Nell’allegato alla delibera però questi presidi scompaiono dalla programmazione regionale. 

«Iniziano a manifestarsi le prime criticità derivanti dalla riforma sanitaria regionale - incalza in consigliere comunale delegato alle politiche sanitarie del Comune di Treviso Nicolò Rocco (Partito Democratico) - abbiamo un piano sociosanitario del 2012 che chiede di potenziare i presidi sul territorio e l’integrazione sociosanitaria da una parte, dall'altra una riforma fortemente centralista che concentra a Venezia e nell’Azienda Zero tutte le scelte relative alla salute dei veneti. In questi anni abbiamo assistito alla chiusura degli ospedali periferici e alla riduzione dei reparti nelle strutture più piccole. Tutto questo ha un senso se contemporaneamente si potenziano le medicine di gruppo integrate con gli ambulatori accessibili ad ogni ora, se nascono le strutture intermedie come gli ospedali di comunità. Zaia aveva promesso che i posti letto tagliati non avrebbero pesato sulla salute dei cittadini perché sarebbero stati ridistribuiti nelle strutture intermedie. Questa delibera è un controsenso. Così facendo rimangono solo i tagli. Chi esce dall’ospedale per gli episodi acuti dove troverà assistenza per la cronicità?». 

Inoltre, la provincia di Treviso presenta una sola URT a Valdobbiadene. Per fare un confronto province come Padova o Venezia, che hanno gli stessi abitanti, vedono la presenza di sei strutture fra Unità Riabilitative e Ospedali di Comunità. «La provincia di Treviso - denuncia Nicolò Rocco - esce ancora una volta penalizzata dalle scelte della Regione, così come le nostre strutture. So che esistono realtà in Veneto che avevano ottenuto l'accreditamento e vedendoselo negato hanno deciso di intraprendere le vie legali. Gli ospedali di comunità come le medicine di gruppo integrate sono una priorità. Proprio qualche giorno fa a Treviso abbiamo iniziato ad affrontare il tema della Cittadella della Salute e del suo impatto sulla città. Siamo orgogliosi di poter avere una struttura all'avanguardia, ma deve essere una realtà in relazione con il territorio, non che porta via servizi alle zone più lontane dai grandi centri, perché il futuro della sanità deve andare nella direzione della prossimità delle cure».

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