Conegliano, giunta al capolinea: revocato il presidente del Consiglio comunale

Giovanni Bernardelli è stato sollevato dall'incarico dai dissidenti. Il centrodestra non ha più la maggioranza. Il sindaco Chies sempre più vicino alle dimissioni

Giovanni Bernardelli (Foto d'archivio)

«Giovedì sera in consiglio comunale è andata in scena l'ennesima farsa, confezionata dalla nuova maggioranza ovvero dall'opposizione allargata ai 4 fuoriusciti che, eletti in liste di maggioranza si sono spostati a stringere accordi con pd e 5 stelle. Roba che puzza da vecchie logiche democristiane, giusto per capirci.  Ricordiamoci di questi strateghi quando torneremo al voto».

Giovanni Bernardelli, ex presidente del Consiglio comunale di Conegliano commenta con queste parole la revoca del suo incarico avvenuta nell'ultima seduta del 5 novembre. Il Consiglio comunale si è dovuto svolgere a distanza, in videoconferenza, a causa delle norme anti-Covid. Durissimi gli attacchi tra i consiglieri rimasti al fianco del sindaco Chies e i dissidenti che con il loro voto hanno sollevato dall'incarico proprio Bernardelli, rimpiazzato ad interim dalla consigliera Isabella Gianelloni. «Hanno deciso che dovevo essere "silenziato" anche se il prefetto mi aveva dato ragione e l'unico sistema che avevano per farlo era sfiduciarmi da presidente del consiglio - spiega Bernardelli su Facebook - Nessuna motivazione valida hanno saputo portare a corredo del loro gesto. Zero. Potrei ricorrere al Tar e vincere a mani basse per questo. Lo sanno quelli della nuova maggioranza che governano la città. Ma ne vale la pena? Credo che chi ha ascoltato il consiglio in streaming abbia capito benissimo che si è trattato di un momento imbarazzante per la nostra vita amministrativa. Io resto in Consiglio e valuterò come muovermi nei prossimi giorni. I numeri la maggioranza (cio' che di essa resta) non ce li ha, inutile rammentarlo. Ieri sera hanno ribocciato tutto, eccetto le variazioni, dup e la rettifica. Cose assurde, senza senso e  gravissime delle quali si si sono resi artefici questi signori. Certamente il livello raggiunto è così basso e deprimente che non riesco più nemmeno a commentarlo. Come ha sempre detto il sindaco "se le condizioni mancano si torna al voto". Di condizioni proprio non ne vedo. Anzi. Possiamo dire che in realtà le condizioni ci sono, eccome. Ma a dettarle non siamo più noi ma sono quelli del Partito Democratico e del Movimento 5 stelle assieme ai 4 che hanno fatto il salto della quaglia, soggetti abituati a governare anche quando perdono le elezioni. Da stasera, per regolamento, la presidenza del consiglio, seconda carica comunale, è momentaneamente in mano al Pd. Sfilata di mano alla lega che nel 2017 aveva vinto democraticamente le elezioni» conclude Bernardelli. Il consiglio comunale dovrà ora eleggere un nuovo presidente ma è possibile che prima cada direttamente l'intera assemblea se più del 50% dei consiglieri si dimetterà. La crisi in Giunta va avanti da oltre un mese con pesanti ripercussioni sulla vita cittadina.

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