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Roberto Saviano (Foto d'archivio)

Roberto Saviano (Foto d'archivio)

Cittadinanza onoraria a Roberto Saviano: scontro tra Lega e opposizioni

La Lega chiede al sindaco Conte di togliere l'onorificenza seguendo l'esempio di Verona ma le minoranze si ribellano e lanciano un appello al rispetto della democrazia

Roberto Saviano continua a far discutere i politici del Veneto. La polemica è partita alcuni giorni fa da Verona dove l'amministrazione comunale ha deciso di togliere la cittadinanza onoraria allo scrittore di "Gomorra" per le sue esternazioni pubbliche su Salvini e Meloni, specificando che Saviano non si era mai presentato a Verona per ritirare la cittadinanza onoraria.

Dal 2009 lo scrittore è cittadino onorario anche di Treviso (neanche qui è mai venuto a ritirare l'onorificenza in Comune) dove, la vigilia di Natale l'ex consigliere regionale Riccardo Barbisan ha sparato a zero contro Saviano chiedendo al sindaco Mario Conte di togliere la cittadinanza allo scrittore seguendo l'esempio dell'amministrazione comunale veronese. «Saviano ha detto che Meloni e Salvini sono due "bastardi". Noi invece stiamo sempre dalla parte del rispetto delle persone anche quando non la pensano come noi. Saviano ha detto che bisogna legalizzare la cocaina. Noi invece siamo dalla parte dei genitori con figli tossicodipendenti e dei volontari che operano nelle comunità di recupero. Condivido la scela del Comune di Verona».

La replica delle minoranze

Apriti cielo: la risposta delle minoranze cittadine non si è fatta attendere, guidata dal portavoce di "Coalizione civica Treviso", Luigi Calesso. «L'idea di imitare il Consiglio comunale di Verona nella revoca della cittadinanza onoraria a Roberto Saviano è sicuramente balenata a qualcuno dei consiglieri comunali di maggioranza che, non avendo alcun peso nelle decisioni amministrative del governo cittadino che sostengono, hanno solo questo tipo di iniziative per ricordare ai loro elettori che esistono e che la loro funzione non è solo quella di alzare la mano in Commissione e in Consiglio. Penso - afferma Calesso - che la sola possibilità che la revoca venga presa in considerazione meriti una risposta netta della Treviso democratica, quella che si riconosce nei valori della Costituzione, quella che è impegnata nella lotta contro la criminalità organizzata come nella difesa della libertà di pensiero. E' una risposta necessaria per evitare che la cittadinanza onoraria a Roberto Saviano venga cancellata esattamente come è scomparso lo striscione per Giulio Regeni da Palazzo dei Trecento o come si boicotta la cittadinanza civica ai bambini di origine straniera nati e residenti a Treviso o come si rifiuta il patrocinio al Pride.

"A Treviso c'è" titola la campagna di promozione turistica della città voluta dall'amministrazione comunale: ecco, la Treviso democratica deve dire con chiarezza che nella nostra città "c'è" la solidarietà per chi è stato assassinato dal regime egiziano, per chi combatte la criminalità organizzata, per chi lotta per i diritti. Solo nei peggiori regimi si sanziona, si cancella, si ostracizza chi ha criticato il "leader supremo": potrà anche essere questa la pratica politica dell'attuale maggioranza consiliare, non è certo quella della Treviso democratica, aperta, inclusiva che tanto volte si è espressa contro queste chiusure che ci riportano indietro nel tempo» conclude Calesso. Il sindaco Mario Conte ha concluso dicendo che la revoca della cittadinanza a Saviano non è una priorità.

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