Pedemontana, "Ancora troppe incertezze, Zaia chiami una task force"

Simonetta Rubinato, parlamentare del Pd, chiede di rendere pubblica la valutazione di impatto ambientale dell’infrastruttura e di produrre una rigorosa analisi costi benefici

TREVISO “Sul fatto che la Pedemontana debba essere ultimata, credo, siamo quasi tutti d’accordo. Ma la fretta non è una buona consigliera. Tanto meno quando, dopo oltre dieci anni dall’approvazione del progetto preliminare di quest’opera tribolata da parte del Cipe e tre modifiche della Convenzione con il concessionario, oggi l’ansia di chiudere al più presto il nuovo piano finanziario necessario al completamento dell’opera rischia di non far mettere a fuoco con chiarezza tutti i dati utili ad una decisione che avrà ricadute rilevanti sulla vita e sulle tasche dei cittadini veneti. Le ulteriori incertezze emerse in questi giorni, come l’impatto dell’Iva, dovrebbero indurre il governatore Zaia a mettere insieme tutte le informazioni necessarie a non perseverare su una strada che sino a qui si è dimostrata fallimentare”.  Lo afferma Simonetta Rubinato, parlamentare del Pd, secondo la quale è arrivata l’ora di rendere pubblica la valutazione di impatto ambientale dell’infrastruttura e di produrre una rigorosa analisi costi benefici, sia sul costo diretto, con simulazioni della sostenibilità finanziaria dell’opera sulla base di diversi scenari possibili e con varie ipotesi di traffico, sia sui costi indotti dalla stessa sul piano ambientale, economico e sociale per il territorio.

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“Non possiamo pensare che i veneti siano disposti a mettere ancora mano al portafoglio ad occhi chiusi. Regione, Stato e concessionario privato – spiega – devono mettere sul tavolo tutti i dati necessari a fare la scelta oggi più adeguata e ad escludere il sorgere di ulteriori complicazioni di qui a qualche anno. Serve una task force multidisciplinare che coinvolga le migliori competenze che ci sono sul territorio e, se serve, anche internazionali, per supportare la stessa decisione del consiglio regionale. Stiamo parlando di un’opera certamente attesa da troppo tempo e da ultimare, ma che impatterà pesantemente sul territorio sia sotto il profilo ambientale che nel determinare lo sviluppo di alcune aree e magari il declino di altre in termini socioeconomici. Per questo i veneti, che sono a questo punto i principali finanziatori dell’opera, visto che attraverso la Regione su di essi ricadrà il rischio di mercato, devono esserne informati con la massima trasparenza. Anche se tutto ciò dovesse comportare il rinvio della soluzione di qualche mese”. 

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