Lunedì, 27 Settembre 2021
Politica Miane

Saluto romano a Miane: «Servono pene più severe per i responsabili»

Giovanni Zorzi ed Andrea Zanoni, segretario provinciale del Partito Democratico a Treviso e consigliere regionale del Pd commentano l'esito delle indagini della Digos

«Quanto è successo a Miane rappresenta una grave offesa alla storia democratica della nostra Repubblica, un insulto alla memoria di chi è stato vittima della violenza nazi-fascista».

A dirlo sono Giovanni Zorzi ed Andrea Zanoni, segretario provinciale del Partito Democratico a Treviso e consigliere regionale del Pd, commentando i fatti al raduno di Miane della settimana scorsa, dove dei partecipanti hanno fatto il saluto romano in pubblico, atto per cui la Questura di Treviso ha formalizzato quattro denunce. «Assieme all’Anpi, alle forze sindacali e agli altri partiti del centrosinistra trevigiano, il Partito democratico aveva sottoscritto la lettera aperta a Zaia affinché, facendo seguito al suo recente richiamo ai valori antifascisti, intervenisse per evitare a Miane quello che poi è successo: un’inaccettabile manifestazione di sfregio alle istituzioni nate dalla Resistenza - continua Zorzi - L’esito delle indagini condotte dalla Digos dimostra che raduni come quello di Miane non sono accettabili.

L’indignazione di fronte a queste derive preoccupanti non basta più, serve un atteggiamento più fermo a difesa dei principi e delle norme che regolano una comunità civile e democratica - dicono ancora i due esponenti dem - Per questo invitiamo tutte le cittadine e tutti i cittadini della Marca a recarsi nei propri comuni a firmare la proposta di "Legge Antifascista Stazzema" attraverso la quale introdurre pene severe per chi fa propaganda di fascismo e nazismo anche online. Il progetto è stato lanciato dal piccolo paese della Versilia segnato da una delle più tragiche stragi di civili messe in atto dai militari tedeschi nell'agosto del 1944. C’è tempo fino al 31 marzo per raccogliere 50mila firme. L’occasione è importante per dare un messaggio chiaro, attraverso una legge popolare che parta dalla gente: il fascismo non è un’opinione, è un reato e come tale va perseguito. Invito il presidente Zaia, i membri della giunta ed i consiglieri regionali a firmare la proposta: c’è bisogno di un segnale chiaro da parte delle istituzioni» chiude il consigliere Zanoni.

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