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Politica

Denuncia contro Salvini: "Continuiamo la nostra battaglia senza timori"

L'iniziativa firmata da Luigi Calesso, Gabriella Casagrande, Marta Cassano, Said Chaibi e Renato Zanivan

TREVISO In merito a quanto accaduto negli scorsi giorni a seguito della presentazione da parte nostra della denuncia contro il Ministro dell’Interno Matteo Salvini per istigazione all’odio razziale riteniamo che sia giunto il momento di esprimere alcune prime valutazioni. La valanga di offese, insulti e minacce che abbiamo ricevuto sui social network non ci spaventa né ci intimorisce: il nostro impegno continua esattamente come prima a difesa del valore dell’uguaglianza delle persone sancito da dettato costituzionale. Valuteremo nei prossimi giorni se a procedere a denuncia nei confronti di chi ha utilizzato, appunto, i social network per una organizzata, metodica azione di vera e propria aggressione mediatica nei nostri confronti. Ci sostiene in questo impegno la solidarietà che abbiamo ricevuto sia sugli stessi social network sia personalmente da tanti trevigiani e non che condividono l’azione che abbiamo compiuto, in particolare quella di chi ci ha chiesto copia del testo della denuncia per poterlo riproporre a sua volta, anche organizzando la sottoscrizione da parte di altre persone.

Alcuni esponenti del Partito Democratico sostengono come non sia la via giudiziaria quella adatta per compiere una battaglia politica, che iniziative come la nostra danno modo a Salvini di avere ancora maggiore visibilità mediatica e che si deve affrontare il leader della Lega sul piano propriamente politico. Come è noto anche noi abbiamo avuto dei dubbi sull’utilizzo dello strumento della denuncia ma abbiamo ritenuto (e lo pensiamo ancora) che certi comportamenti platealmente reiterati indicano la volontà politica chiara di varcare il confine stabilito dalla legge e che, quindi, è chiedendo e ottenendo il rispetto della legge (o la sanzione per il suo mancato rispetto) che si rompe questo meccanismo. Non lo si rompe, invece, agendo come ha fatto il PD che a livello nazionale (e anche a livello locale) ha assecondato la versione leghista delll’”invasione degli stranieri”, non le ha contrapposto un’altra visione culturale e politica: questo sì è stato un modo di cadere nella trappola di Salvini, inseguimento delle posizioni securitarie della Lega, inseguimento che non ha minimamente pagato neppure a livello elettorale.

Che troppo a lungo si sia taciuto sulla deriva razzista e xenofoba è dimostrato proprio dal tono e dai contenuti dei post di questi giorni sui social network: non è “lasciando perdere per non dargli spazio” che si affronta il problema, anche perché la presenza di Salvini sui media è straripante da molto tempo ormai! Gli esponenti del PD sostengono che noi abbiamo sbagliato perché è necessaria contro la Lega una vera battaglia politica: potremmo sapere dove e come si sta svolgendo questa battaglia, tanto a livello nazionale che a livello locale? Perché noi ne vediamo poche tracce, la prima – piuttosto debole – è quella di una manifestazione sulla vicenda della Diciotti, iniziativa proposta – guarda caso – il giorno dopo che è stata resa pubblica la nostra denuncia. In ogni caso, noi siamo disponibili a sostenere le iniziative che il PD e le altre forze di centrosinistra decideranno di avviare nei prossimi giorni e nelle prossime settimane. Pensiamo, infatti, che questa battaglia per il rispetto della legge (e della Costituzione) non deve vedere assente nessuno tra i democratici del nostro Paese e, sotto questo profilo, ci appare ancora più grave l'assenso o il silenzio sulle dichiarazioni di Salvini da parte del Movimento 5 Stelle. Da parte nostra, a settembre organizzeremo un incontro invitando tutti quelli che in questi giorni hanno espresso solidarietà e condivisione per la nostra iniziative, per continuare insieme nell’impegno contro ogni forma culturale e politica di discriminazione, razzismo, omofobia, sessismo.

Luigi Calesso, Gabriella Casagrande, Marta Cassano, Said Chaibi, Renato Zanivan

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