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Doccia fredda per la coppia Bellotto-Szumski: il TAR boccia il ricorso

Niente da fare per la lista "Insieme per Santa Lucia", il tribunale ha seguito il precedente dello scorso anno a Oderzo e ha di fatto concluso l'avventura elettorale del delfino del sindaco uscente

Niente da fare per la coppia Bellotto-Szumski a Santa Lucia di Piave. Oggi pomeriggio il Tribunale amministrativo regionale ha difatti ufficialmente respinto il ricorso presentato dalla lista civica “Insieme per Santa Lucia”. «Non nascondiamo il nostro rammarico, avendo riposto concrete speranze nella possibilità di ribaltare l’esclusione decisa dalla Commissione elettorale che appariva dettata da un formalismo inaccettabile – commenta il candidato sindaco Luca Bellotto - Il Tribunale non ha tuttavia ritenuto di discostarsi dai suoi precedenti e di sostituirsi alla Commissione elettorale per un atto di giustizia in nome della partecipazione democratica». Così, la lista voluta dal sindaco uscente ha subìto la sorte della scure del giudizio elettorale. Come si legge nella sentenza, il Tribunale si è attenuto “all’orientamento già espresso in forza del quale il collegamento sostanziale tra le sottoscrizioni autenticate e la lista appoggiata deve tendenzialmente desumersi dagli stessi moduli”. In buona sostanza, per il TAR non era sufficiente che all’interno dei fogli firmati dai sottoscrittori ci fosse un chiaro riferimento alla lista di Bellotto e al nominativo del candidato sindaco. I fogli che la componevano dovevano essere uniti da timbri o da firme, non bastando i punti di cucitrice.

«Se è vero che il funzionario del Comune che raccoglie le liste non ha “il potere, né il dovere di rilevare degli errori formali diversi dalla mera “mancanza” di uno dei documenti richiesti”, è altrettanto vero che le indicazioni ministeriali “raccomandano” a chi raccoglie le liste di rilevare le irregolarità. Nessuno ce le ha però evidenziate. Né quando abbiamo consegnato la lista in Comune, né quando il giorno dopo è stata portata, con molto anticipo, presso la Commissione elettorale di Conegliano che l’avrebbe esaminata dopo la scadenza del termine di legge. Anche questo ci sembra grave ed inaccettabile». «Come cittadini e come amministratori abbiamo sempre riposto la massima fiducia nei dipendenti comunali, cosa che in questo specifico caso è stata mal riposta – conclude – Anche perché, ribadiamo, che tra i documenti allegati al ricorso si evinceva chiaramente che i sottoscrittori della lista al momento della sottoscrizione erano, proprio come richiede il TAR, “nella piena ed effettiva conoscenza dei nominativi di tutti i candidati e del simbolo di lista che appoggiavano”. I nostri legali stanno comunque valutando, in tutto quanto è successo, l’esistenza di elementi di rilevanza civile, amministrativo e soprattutto penale».

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