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A scuola con un cartello "nazista" contro il Green Pass: l'ANPI contesta un genitore

L'associazione partigiana di Mogliano Veneto non ha digerito il cartello 'Green pass, no grazie, è incostituzionale' con la doppia S stilizzata con i simboli runici delle SS tedesche

"Apprendiamo dalla stampa che da alcuni giorni un padre accompagna in una scuola di Mogliano Veneto il figlio, con un cartello con la scritta 'Green pass, no grazie, è incostituzionale' con la doppia S stilizzata con i simboli runici delle SS. Di fronte all’emergenza creata dalla pandemia la priorità è stata quella di tutelare la salute di tutti con scelte assunte nel rispetto delle procedure democratiche e in accordo con le indicazioni delle autorità sanitarie nazionali e internazionali. Perché legittimare il proprio dissenso con l’uso di simboli nazisti?". A dirlo è la presidente di ANPI Mogliano Veneto - sez. Maria Braut, Giuliana Marton.

"Come è noto le SS, nate come formazione paramilitare nazista, si distinsero tristemente per l’opera svolta nello sterminio e nella persecuzione degli ebrei, per le brutalità e per gli assassini commessi nei campi di concentramento, per gli abusi perpetrati nell’amministrazione dei territori occupati, per l’attuazione intransigente del programma di lavoro obbligatorio e, infine, per il trattamento dei prigionieri di guerra. Per tutti questi motivi il tribunale di Norimberga (1946) definì le SS un’organizzazione criminale. Purtroppo l’usostrumentale della storia a fini propagandistici non si limita a questo singolo episodio. In molte città italiane sono stati usati simboli che richiamano la persecuzione degli ebrei, come la stella di David appuntata alle magliette o le uniformi che dovevano indossare gli ebrei detenuti nei campi di concentramento" continua Marton.

"Ricordiamo le parole della senatrice Liliana Segre che ha considerato i paragoni tra la persecuzione subita dagli ebrei durante la Shoah e l’introduzione del green pass visti nelle piazze dei no vax come 'follie', 'gesti in cui il cattivo gusto si incrocia con l’ignoranza: siccome spero di non essere né ignorante né di avere cattivo gusto, non riesco a prendermela più di tanto', commenta ancora Liliana Segre per la quale 'l’uso distorto della memoria è una vergogna che dura da tempo'. Il direttivo dell’A.N.P.I. Maria Braut Mogliano Veneto ritiene che questo uso strumentale dei simboli vada severamente condannato perché inaccettabile e privo di fondamento storico. Gesto ancora più grave per il luogo e i soggetti coinvolti: una scuola dell’Istituto Comprensivo intitolato a Marta Minerbi, direttrice didattica espulsa dalla scuola in seguito alle leggi razziste del 1938 in quanto ebrea" chiosa Marton.

Per l'ANPI il modo migliore per combattere queste distorsioni è dunque quello di costruire una cultura storica capace di analizzare il presente e di conservare viva la memoria del passato, di contestualizzare gli eventi, compresi i simboli che ne sono stati espressione, di formare cittadine e cittadini consapevoli dei loro diritti e dei loro doveri nei confronti della società. Come ha scritto Gianfranco Pagliarulo, presidente nazionale dell’A.N.P.I., “c’è peraltro un’altra Italia che è invece unita sui valori costitutivi della Repubblica, che ha ben compreso che la parola libertà, priva del fondamento di responsabilità, si trasforma semplicemente nella legittimazione del prevalere del più forte sul più debole. C’è bisogno di un plus di cittadinanza attiva, che non vuol dire soltanto andare a votare o comportarsi civilmente nei rapporti urbani, ma vuol dire specialmente prendersi cura della democrazia in ogni sua forma, essere il popolo della democrazia militante”.

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