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Scuola in Veneto, l'assessore Donazzan: "Modello di integrazione con regole chiare"

Per un totale di 86 mila frequentanti negli ultimi cinque anni, i corsi di educazione civica e di lingua italiana per adulti nella Marca si sono rivolti per lo più ad immigrati

TREVISO “Il Veneto è laboratorio di corretta accoglienza e modello di una integrazione fatta di rispetto delle regole, conoscenza della lingua e apprendimento di norme, consuetudini e tradizioni”. E’ quanto ha ribadito l’assessore regionale all’Istruzione e formazione Elena Donazzan intervenendo a Treviso, nel salone dei Trecento, al convegno promosso dal centro provinciale per l’istruzione degli adulti e dal ministero per l’istruzione e la ricerca, in occasione dell’intitolazione del centro alla storica figura del maestro Alberto Manzi.

Con 13 mila iscritti nel corso del precedente anno scolastico, per un totale di 86 mila frequentanti negli ultimi cinque anni, i corsi di educazione civica e di lingua italiana per adulti nella Marca si sono rivolti per lo più a immigrati, che nel 70 per cento dei casi hanno conseguito il relativo diploma. “La Regione Veneto è sempre stata a fianco della scuola ribandendo l’esigenza di una integrazione reale e verificabile – prosegue l’assessore Donazzan – La conoscenza della lingua italiana e delle regole del nostro vivere civile sono condizioni indispensabili per parlare di integrazione in una regione come il Veneto, dove gli stranieri sono il 10,4 per cento dei residenti e il 13,6 per cento della popolazione scolastica, e in particolare in una provincia, come quella trevigiana, dove la percentuale di residenti stranieri è ancora più significativa: 11,5 per cento dei residenti, con percentuali vicine al 20 per cento in età scolastica”.

A mergine del convegno l’assessore è intervenuta anche in merito alle polemiche in corso a Paese, per l’iniziativa assunta dalla scuola media  Casteller di proporre un ciclo di lezioni con la presenza anche di migranti .“La scuola è chiamata a dialogare con i genitori su tutte le iniziative non strettamente legate ai programmi scolastici ministeriali – ha premesso - Torno a ribadire, come ho già fatto altre volte perché chiamata in causa da genitori e amministratori locali, che la scuola non deve mai agire sulla scorta dell’emotività e dell’episodicità. Invitare alcuni profughi a parlare ai minori, insinuando nei ragazzi un possibile senso di colpa rispetto alle polemiche sull’accoglienza, credo sia scorretto e poco responsabile. La situazione è molto complessa e delicata  e deve essere affrontata nelle sedi opportune”.

Quanto all’esperienza dei corsi di lingua e di educazione civica dei centri provinciali rivolta prevalentamente agli stranieri l’assessore ha ribadito che si tratta di un valido ed efficace strumento per valorizzare e gratificare i nuovi arrivati che vogliono integrarsi e desiderano diventare ‘i nuovi veneti”.  “E’ impossibile accogliere tutti – ha voluto evidenziare Elena Donazzan – ma a quanti decidono di vivere stabilmente e correttamente nella nostra terra vogliamo offrire l’opportunità di partecipare a pieno titolo alla nostra storia e al nostro mondo culturale”.

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