Domenica, 16 Maggio 2021
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Lezioni dei profughi alle Medie Casteller: i genitori e la politica fanno saltare il progetto

Alcuni immigrati avrebbero dovuto tenere alcune lezioni sulla loro storia agli studenti delle scuole medie, ma le proteste dei cittadini hanno fatto desistere anche la Caritas

L'interno delle Casteller di Paese

PAESE Una decisione, quella della scuola media Casteller di Paese di introdurre in orario scolastico tre incontri obbligatori durante i quali alcuni "profughi" avrebbero raccontato agli alunni le loro testimonianze, che di fatto ha spaccato in due la cittadinanza e la politica trevigiana, tanto che su pressione degli stessi genitori dei ragazzi la preside ha dovuto annullare tutto il progetto. "Si tratta dell'ennesima mossa di propaganda politica che mira a far accettare l’invasione migratoria, attraverso racconti strappalacrime agli adolescenti, tanto che molti genitori per protestare contro quest’imposizione hanno deciso di tenere i figli a casa. Non possiamo che essere quindi d’accordo con i genitori”- così esordisce il coordinatore provinciale di Forza Nuova Treviso Giacomo Sirena, il quale prosegue - ”Questo è un tentativo da parte della preside di obbligare i ragazzi ad avere ben chiaro cosa sia giusto e cosa non lo sia, con interventi che mostrano solo il lato buonista dell’ondata migratoria, escludendo dalla discussione tutti i problemi di carattere sociale, economico e politico della questione”. Sul fatto è intervenuto anche il responsabile trevigiano di Lotta Studentesca Giuseppe Guarnieri: ”Siamo di fronte all'ennesimo tentativo di politicizzare la scuola, di obbligare i ragazzi a pensare in un determinato modo autorizzando solo una linea di pensiero all'interno del mondo dell’istruzione. Elementi come il confronto, il dialogo e il pensiero stanno sparendo dagli istituti scolastici, con l’unico obiettivo di rendere il pensiero dei giovani univoco e controllabile”.

Sul fatto è voluto poi intervenire anche Andrea Zanoni del PD: "Esprimo la mia vicinanza, solidarietà e sostegno a Paola Rizzo, preside dell'istituto comprensivo Casteller, e invito tutti a un confronto sui problemi reali, che non devono essere negati, ma compresi e affrontati. Tra questi c’è anche l’immigrazione, questione complessa che va analizzata da diversi punti di vista, senza atteggiamenti pregiudiziali, acriticamente pro o contro. Le iniziative che promuovono la conoscenza e l’informazione diretta, come il ciclo di incontri organizzato dalla preside di Paese, sono da incoraggiare. Tuttavia, alcuni genitori minacciano di non mandare i figli a scuola quando si terranno questi incontri. Mi auguro che ci ripensino, e non privino i loro figli di una possibilità concreta di crescita civica. Per quanto riguarda le strumentalizzazioni della vicenda da parte degli esponenti leghisti, niente di nuovo: le solite speculazioni politiche di chi preferisce lucrare voti e consenso sulle paure della gente, anziché cercare di capire i problemi per provare a risolverli". Anche la Federazione Provinciale di SEL Treviso ha infine voluto mandare un messaggio di conforto alla preside: "L’incredibile vicenda della scuola media di Casteller, dove le proteste, per quanto isolate, di qualche genitore per la prevista presenza di due profughi ha portato la Caritas a desistere dal progetto di collaborazione con la scuola, e ha invece scatenato la destra, con l’assessore regionale all’istruzione Donazzan che annuncia una ispezione all’istituto scolastico, colpevole evidentemente di svolgere bene il proprio servizio pubblico, rappresenta una ennesima sconfitta della civiltà e del pensiero, ad opera di una subcultura xenofoba, razzista e discriminatoria che trova tristemente interpreti entusiasti nelle istituzioni venete. Stiamo dalla parte della scuola Casteller, che come va facendo da anni fornisce agli studenti degli strumenti per la conoscenza della realtà in cui vivono e si troveranno a vivere, che piaccia o non piaccia a dei politicanti oscurantisti cultori di un loro piccolo e immaginario mondo antico. Questa continua strumentalizzazione politica da parte dei sodali ed emuli di Donald Trump e Marine Le Pen delle istituzioni scolastiche svela la radice totalitaria della loro cultura politica. La scuola della Repubblica va tenuta fuori dai loro meschini calcoli elettorali e tutelata dalla loro guerra contro la conoscenza".

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