Silvia Benedetti: «Giornata delle donne per una reale parità dei diritti»

In occasione dell'8 marzo la portavoce del Gruppo Misto alla Camera dei Deputati ha voluto dedicare una riflessione al ruolo della donna in una società segnata dalla pandemia

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

«L’8 marzo quest’anno arriva nel momento in cui la pandemia sta colpendo pesantemente il nostro Paese e la nostra società. La pandemia costringe tutti a sopportare dei sacrifici, ma quelli maggiori li hanno sopportati le donne».

Questa l’amara riflessione della portavoce del Gruppo Misto alla Camera dei Deputati Silvia Benedetti, che così continua: «Penso alla convivenza, forzata ed a volte subita, durante il lockdown che ha posto alcune donne in balia di uomini violenti, in alcuni casi con conseguenze estreme. Si pensi che in Italia nel 2020 si sono registrati 91 femminicidi, dei quali il 90% avvenuti tra le mura domestiche. Anche le donne che non subiscono maltrattamenti hanno trovato maggiori difficoltà rispetto agli uomini: a causa di una società a parole evoluta ma ancora sostanzialmente patriarcale, a dover badare ai figli sono quasi sempre le donne. Questa circostanza ha evidenti riflessi per coloro che vogliono avere una carriera lavorativa, riflessi ancora più accentuati durante la pandemia: lo smart working dovendo badare ai figli diventa più impegnativo ed a volte impraticabile. Se a ciò aggiungiamo che nel 2020 in Veneto l’occupazione femminile è scesa al 55% contro il 76% degli uomini e che i salari delle donne sono spesso inferiori a quello dei colleghi uomini a parità di mansione, ne esce un quadro estremamente preoccupante e deludente. Mi auguro che l’8 marzo sia un’occasione, per il mondo politico, di riflessione sulle differenze di genere e che si possano porre in atto politiche volte ad un riequilibrio reale dei diritti tra uomo e donna. Ogni intervento però”, conclude Benedetti, “non può prescindere da una campagna informativa e di sensibilizzazione sul tema: cambiare la cultura del Paese è un primo, necessario passo per la parità tra uomo e donna».

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