Siria, Da Re (Lega): «Ue non fa nulla mentre il popolo curdo muore»

«Basta un tweet del Presidente degli Stati Uniti a dare ad Erdogan campo libero. A cosa servono, dopo lo sterminio di massa, le sanzioni economiche, che vengono peraltro solo ventilate?»

Gianantonio Da Re

«L’operazione di pulizia etnica del popolo curdo da parte del Sultano della Turchia moderna -commenta l'europarlamentare Gianantonio Da Re (Lega)- dà la misura dell’inesistenza politica di quest’Europa, già sottoposta al ricatto dei 3 milioni di profughi siriani pronti ad entrare nel continente se Ankara non avesse incassato i 6 miliardi di euro che ha chiesto e ottenuto. Con la Turchia, quest’Europa imbelle e incapace continua a fare affari. Al massimo riesce a dire – in queste ore – come ha dichiarato il Ministro degli Esteri italiano, Luigi di Maio, che il blocco della vendita delle armi varrà per il futuro, non per I contratti esistenti. Intanto, le bombe turche cadono nel territorio a Nord della Siria, colpiscono una popolazione che è stata in grado, con sacrifici immensi e con un coraggio da leone, di salvare la Siria e l’intero Medioriente e di sconfiggere lo Stato Islamico, che ora pensa di poter rinascere. Ha ragione chi afferma che il potere globale, quello che domina il mondo, sacrifica qualche centinaia di migliaia di curdi per suoi interessi e suoi calcoli. Basta un tweet del Presidente degli Stati Uniti a dare ad Erdogan campo libero. A cosa servono, dopo lo sterminio di massa, le sanzioni economiche, che vengono peraltro solo ventilate? A cosa servono le riunioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, che non riesce a prendere neanche una risoluzione comune? I curdi muoiono – com’è già capitato più volte nella loro storia – nel silenzio e nella solitudine, mentre le mire espansioniste del Sultano turco, assecondate da ampi settori dell’Occidente, quelli che fanno capo alla sinistra, si consolidano. È quello che accadrà a breve nel territorio europeo. Qui non ci sarà bisogno delle bombe. Non ha forse detto Erdogan ai musulmani che vivono in Europa di fare 5 figli a famiglia, perché il continente sia nelle loro mani?».

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