Grave del Piave, nuova lettera al Prefetto Laganà: «Scempio senza precedenti»

Il consigliere regionale Andrea Zanoni lancia un nuovo appello al Prefetto di Treviso affinché al vertice di mercoledì ammetta una delegazione di manifestanti per discutere insieme

«Il progetto delle nuove casse di espansione sul Piave rischia di essere uno scempio senza precedenti, oltretutto in un’area tutelata da ben tre direttive comunitarie. Vista la preoccupazione e la mobilitazione di cittadini e associazioni, è doverosa la massima trasparenza; perciò faccio ancora appello al Prefetto perché apra le porte a questo incontro almeno ai rappresentanti istituzionali e a quelli delle associazioni». Terza lettera di Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Ambiente a Palazzo Ferro, rivolta a Maria Rosaria Laganà, prefetto di Treviso, sul vertice in programma mercoledì nel capoluogo della Marca sul progetto delle casse di espansione previste a Ciano del Montello, «sponsorizzate caldamente in particolare dall’assessore regionale all’Ambiente e Protezione civile Bottacin» sottolinea l’esponente democratico.

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«Sarò presente al sit-in organizzato davanti alla Prefettura dalle associazioni riunite nel Comitato per la tutela delle Grave di Ciano e spero che alla fine, dopo due rifiuti, ci sia un ripensamento, con l’accoglimento di una delegazione di manifestanti: i cittadini hanno diritto a essere informati in modo adeguato. Il Prefetto consideri poi la vasta rappresentanza della società civile dei promotori del sit in che deve essere riconosciuta e considerata (Wwf Treviso/Belluno, Associazione SOS Anfibi, Associazione Amici Bosco Montello, Associazione Arianova, Gruppo Naturalistico Montelliano, Movimento Fridays For Future, Legambiente Piavenire, Legambiente Sernaglia, Legambiente Trevignano, Legambiente Vittorio Veneto, Lipu Trevigiana, Legambiente Icaro Treviso, Orti solidali Montebelluna, Ass. Da Ponte a Ponte Sernaglia, Wwf Terre del Piave TV/BL, Comitato No Pedemontana, Genuino Clandestino Treviso). Stiamo parlando di un’opera faraonica - prosegue il vicepresidente della commissione Ambiente - prevista in un sito naturalistico unico nel suo genere e tutelato dalle Direttive Habitat, Uccelli e Acque dell’Unione Europea: quattro casse contigue per una superficie di 555 ettari, muraglioni alti fino a otto metri, con fondazioni profonde quattro, per una lunghezza complessiva di 13,5 chilometri, asportazione di circa venti milioni di metri cubi di ghiaia e di tutto lo strato superficiale dell’area per uno spessore di circa quattro metri, con la conseguente distruzione di ogni forma di vita animale e vegetale. È un accanimento su un’area indifesa: si va a distruggere un sito ‘orfano’ perché privo dell’Ente gestore previsto invece ai sensi della direttiva Habitat e motivo di una lettera di messa in mora da parte della Commissione Europea  per violazione del diritto comunitario. Ma non è il solo pasticcio di Zaia: basti pensare al doppio e conflittuale ruolo dell’assessore Bottacin, con la sua delega alla Protezione civile che prevale su quella all’Ambiente -  denuncia Zanoni, per poi chiudere con un secondo appello al Prefetto - Faccia un sopralluogo sul sito delle Grave insieme agli amministratori e alle autorità convocate per il vertice: tutti devono rendersi conto della bellezza che farebbero scomparire dal pianeta approvando quel progetto; un furto di ambiente e natura ai danni delle attuali e future generazioni».

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