No ad auto e nuovi parcheggi: «I trevigiani vogliono più autobus e bici»

A dirlo è il politico trevigiano Luigi Calesso commentando i risultati del sondaggio promosso dal Comune di Treviso per l'elaborazione del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile

«I risultati del sondaggio promosso dall’amministrazione cittadina per ‘elaborazione del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile mi paiono inequivocabili: i trevigiani vogliono poter utilizzare maggiormente il trasporto pubblico urbano e circolare in sicurezza in bici».

A dirlo è il politico trevigiano Luigi Calesso che, partendo dai dati del sondaggio promosso dal Comune, coglie l'occasione per lanciare un nuovo attacco alla giunta del sindaco Mario Conte. «I dati sulla riduzione nell’ultimo decennio dell’uso degli autoveicoli a favore proprio della bicicletta sono una ulteriore conferma del fatto che per i trevigiani l’uso dell’auto privata è sempre meno una scelta e sempre di più un “obbligo” dovuto alla inadeguatezza del trasporto pubblico su gomma e della rete di piste ciclabili “vere” e sicure - commenta Calesso - Mi pare di tutta evidenza che, di fronte a questo quadro, l’amministrazione cittadina debba invertire la tendenza che l’ha finora caratterizzata a ridurre le Zone a Traffico Limitato, ad aumentare il numero dei parcheggi e, in buona sostanza, a continuare a favorire la priorità al traffico automobilistico. Per quanto riguarda il trasporto pubblico urbano, noi di Coalizione Civica per Treviso ne abbiamo sempre rimarcato l’importanza e, anche di recente, abbiamo presentato una serie di proposte per migliorare il servizio, estendendone gli orari, individuando nuovi percorsi, soprattutto nei quartieri periferici, legando l’utilizzo dell’autobus alla fruizione di altri sevizi pubblici (con la Carta Multiservizi Treviso che, ad esempio, permetterebbe l’ingresso si musei e ad altre strutture culturali).

Per quanto riguarda le piste ciclabili è del tutto evidente la necessità di estendere i percorsi e di metterli in sicurezza: non dimentichiamo, infatti, che molte “piste” riservate ai ciclisti sono “divise” dalla carreggiata delle auto solo da una striscia di vernice gialla che non rappresenta certo una sicurezza per chi va in bici o un dissuasore efficace al parcheggio delle auto. Ma quello che l’amministrazione pare nonavere minimamente registrato - prosegue il politico trevigiano - rispetto ai dati sui cambiamenti delle abitudini di mobilità dei trevigiani ed ai risultati del sondaggio è la precisa indicazione di cambiare radicalmente la propria politica in materia di viabilità e parcheggi. Per favorire l’uso delle bici e degli autobus, infatti, è necessario aumentare le Zone a Traffico Limitato e non ridurle, è necessario allontanare i parcheggi dalle zone più centrali e non avvicinarli: visto che il costo dello stallo, infatti, non è un deterrente, per allontanare le auto dal centro è necessario rendere più sicuro il transito alle bici e più frequenti le corse degli autobus. Finché, invece, i ciclisti dovranno fare i conti con un pesante traffico automobilistico e usare l’autobus sarà complicato a causa di orari insufficienti, di numero di corse inadeguato e di percorsi che non garantiscono collegamenti sufficienti, è evidente che l’utilizzo dell’auto resterà quasi “obbligatorio” anche per chi preferirebbe fare altrimenti. E un centro con meno auto, con più sicurezza per ciclisti, pedoni, visitatori turisti guadagneranno anche i commercianti che vedranno aumentare il numero delle persone che possono fermarsi tranquillamente davanti alle loro vetrine senza essere assediati dalle auto e dallo smog. Più Ztl e meno parcheggi in centro, più autobus e meno automobili - conclude Calesso - è questo il futuro che i trevigiani vogliono per la mobilità in città: l’amministrazione lo ha capito?»

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