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Spending review del 2013 illegittima: Montebelluna chiede la restituzione di 640mila euro allo Stato

La priorità rimane la messa a norma delle scuole e degli impianti sportivi utilizzati dalla scuole e dalle associazioni che si occupano di promozione sportiva tra i giovani

MONTEBELLUNA Ben 640mila euro: a tanto ammontano i tagli considerati illegittimi praticati dallo Stato al Comune di Montebelluna nel 2013. E' questo il rimborso per il quale la Giunta comunale ha autorizzato il sindaco a procedere con un'istanza di restituzione. La richiesta è resa possibile in quanto recentemente la Corte costituzionale con la sentenza 129 ha dichiarato illegittimo, con efficacia retroattiva, l’art. 16, comma 6, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, la cosiddetta "spending review" che praticava i tagli in base alle quote delle spese sostenute per i consumi intermedi desunte dal sistema SIOPE, il Sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici.

Perciò, siccome il Comune di Montebelluna ha subito una illegittima decurtazione delle entrate erariali di 640.003,97 euro, il sindaco procederà con la richiesta di rimborso presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze e da parte del Ministero dell'Interno. Si noti che il taglio dichiarato incostituzionale penalizza in modo particolare tutti i Comuni veneti, dal momento che il criterio dei dati Siope, dichiarato incostituzionale per il 2013, penalizza in modo particolare tutte le amministrazioni virtuose che hanno pochi dipendenti, erogano molti servizi e pagano tempestivamente i fornitori. 

Il commento del sindaco Marzio Favero: “La sentenza della Corte Costituzionale è una vittoria corale dei Comuni della nostra provincia aderenti all’associazione Comuni Marca trevigiana. E per me è una soddisfazione anche morale, la sentenza, perché due anni fa mi ero permesso di suggerire all’assemblea di smettere di mandare buoni consigli al Governo, come fa l’Anci, e di iniziare una battaglia legale facendo leva sulla violazione della carta costituzionale. Poiché per fare ricorso, gli enti locali, hanno bisogno dell’ente regionale che è titolato a presentare istanze, davanti alla Corte costituzionale, con tutta evidenza è una vittoria del territorio, la sentenza ottenuta. Un primo tentativo compiuto su una manovra economica era stato respinto. Questa volta invece è andato in porto. In analogia a quanto stanno facendo gli altri comuni della provincia che hanno aderito, anche il Comune di Montebelluna sta provvedendo a richiedere la restituzione dei soldi dovuti nell’annualità 2013, cosa che, peraltro, sarebbe comunque un’azione poco più che simbolica rispetto agli emungimenti di centinaia di oltre 200milioni di euro che lo Stato pratica nei confronti della sola Montebelluna. Circa il possibile utilizzo di queste cifre, sempre ammesso che a Roma qualcuno non se ne inventi un’altra per evitare di restituirle, è chiaro che la priorità rimane la messa a norma delle scuole e degli impianti sportivi utilizzati dalla scuole e dalle associazioni che si occupano di promozione sportiva tra i giovani”.

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