Tagli alla spesa pubblica: il Veneto ottiene rinvio dell'intesa su accordi con il governo

Vicepresidente della Regione Veneto,Forcolin: "Se non verrà modificata questa previsione il Veneto non darà nessun assenso a questi accordi, perché non ritiene tollerabile che vengano fatti ricadere sul settore delle Regioni ulteriori tagli rispetto a quelli che sono stati attivat"

TREVISO A fronte della ferma posizione assunta dalla Regione del Veneto in senso contrario all'intesa, la conferenza delle Regioni e delle Province autonome riunitasi in seduta straordinaria a Roma ha rinviato all’11 febbraio prossimo l’espressione del parere favorevole al governo su due punti all’ordine del giorno che, per consentire di ridurre il debito pubblico dello Stato, comporteranno ulteriori tagli alle Regioni, anche in materia di sanità ed edilizia sanitaria. Lo ha reso noto il vicepresidente Gianluca Forcolin che ha partecipato per conto della Regione del Veneto alla seduta, sollevando con forza la questione fino ad ottenere il rinvio del parere “in attesa – fa rilevare Forcolin - che il presidente della Conferenza, Stefano Bonaccini, definisca con il Governo una rinegoziazione sostanziale dei termini dell’accordo che non scarichi sulle Regioni gli sprechi dello Stato, proprio alla luce delle nuove 13 nomine tra ministri e sottosegretari di oggi”.

In sintesi, per il 2016 ci saranno tagli nella misura complessiva di 4,208 miliardi di euro di cui 2 miliardi sulla sanità e 2,208 miliardi sul bilancio normale. Di questi ultimi, 1,9 miliardi vengono compensati dal contributo che lo Stato gira alle Regioni, restando 308 milioni di tagli da ripartire fra i bilanci non sanitari delle diverse Regioni.“Se non verrà modificata questa previsione il Veneto non darà nessun assenso a questi accordi – sottolinea Forcolin – perché non ritiene tollerabile che vengano fatti ricadere sul settore delle Regioni ulteriori tagli rispetto a quelli che sono stati attivati. Il comparto regionale ha dovuto sobbarcarsi, in questi ultimi anni, una quota di tagli di spese ampiamente più che proporzionale rispetto all'incidenza della spesa regionale sul totale della spesa pubblica italiana. Ciò si sta traducendo, per il Veneto, in un totale di tagli a regime pari a circa 450 milioni a cui una Regione come la nostra, che versa oltre 20 miliardi di euro in più rispetto a quanto riceve di spesa pubblica, dice basta!”.

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