Statua del Tribunale: lo spreco finisce sul sito del Governo

Duecentomila euro per la statuta del Tribunale sono troppi: la civica "Casa Mia" segnala lo spreco sul sito del Governo dedicato allo spending review

Una statua da duecentomila euro per completare il collaudo del Tribunale di Treviso. Uno spreco, già contestato con le iniziative del gruppo "Siamo Treviso", che la lista civica di centrosinistra "Città Mia" ha deciso di denunciare sul sito creato appositamente dal Governo.

OBBLIGO - La costosissima statuta della discordia, già finanziata dal Ministero di Giustizia per abbellire il Palazzo di giustizia di Treviso, rappresenta un passaggio obbligato per il collaudo del Tribunale, inaugurato ormai da vari anni. A regolare la controversa questione, una legge datata 1949.

PROPOSTA - Durante l'ultima seduta del Consiglio comunale, Alfio Bolzanello, della civica "Città Mia" aveva sollevato il problema, rilanciando la proposta avanzata dal gruppo "Siamo Treviso": evitare la spesa installando una scultura donata dall'artista trevigiano Franco Tagliente. Gratis.

“Fate un atto di disobbedienza civile e noi vi sosterremo", aveva incitato Bolzanello. La proposta, però, non sembra essere praticabile. L'assessore ai lavori pubblici Giuseppe Basso ha precisato che i duecentomila euro sono vincolati allo scopo: "Anche se non spesa - ha ribadito l'assessore - non potrebbe comunque andare a beneficio della collettività trevigiana".

CARO GOVERNO - Allora "Città Mia" ha pensato di ricorrere al sito che il Governo a messo a disposizione dei cittadini per denunciare gli sprechi della pubblica amministrazione. Per i consiglieri trevigiani di opposizione, una sede giudiziaria che non ha neppure i fogli per fare le fotocopie e vede ridursi all'osso la dotazione di cancelleria, come segnala Il Corriere del Veneto, potrebbe fare tranquillamente a meno di un ornamento tanto costoso, del quale, per altro, nessuno sembra sentire la mancanza.

"Perché acquistare un'opera d'arte - si chiede anche l'assessore Basso - quando nei nostri depositi abbiamo oggetti di pregio che possono essere tranquillamente esposti?". Pezzi d'arte che, in alcuni casi, l'amministrazione municipale ha già prestato al Tribunale per essere messi in mostra.

TENTATIVI - A favore di Ca' Sugana vanno tutti i tentativi fatti, in questi anni, per sottrarsi all'obbligo di addobbare il Tribunale a spese dei contribuenti. "Nel 2009 - racconta Basso - abbiamo scritto al Ministero proponendo di destinare la somma a interventi di messa a norma dello stabile, ritenuti più necessari. Dopo un anno ci è stato risposto che potevamo destinare il denaro ad altro, ma solo utilizzando fondi nostri, mentre restava l'obbligo di usare la somma per l'acquisto dell'opera d'arte".

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Non resta che sperare che la denuncia sul sito dedicato allo spending review venga accolta. Per il bene dei contribuenti.

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