Test rapidi: «Basta inesattezze, devono essere fatti i tamponi molecolari»

I consiglieri regionali del Partito Democratico chiedono che, negli ambienti sanitari, si continuino a fare screening con i test molecolari. «Venga fatta chiarezza sui dati»

Il dottor Rigoli con Luca Zaia

«Basta fare show in conferenza stampa e divulgare inesattezze, a Zaia chiediamo rispetto per chi opera nel sistema sanitario e per i cittadini. La Regione interpreti correttamente la circolare del ministero della Salute: è messo nero su bianco che in contesti sanitari vanno utilizzati i tamponi molecolari, ricorrendo ai test antigenici rapidi, preferibilmente di terza generazione, solo dove è impossibile fare altrimenti. Questi tamponi, comunque hanno una precisione simile, che in italiano corrente non significa identica, ai molecolari; lo diciamo agli esponenti della Lega che ci attaccano, facendo confusione, per difendere l’indifendibile».

I consiglieri regionali del Partito Democratico Veneto con la vicepresidente della commissione Sanità Anna Maria Bigon, il capogruppo Giacomo Possamai e i colleghi Vanessa Camani, Jonatan Montanariello, Andrea Zanoni e Francesca Zottis, replicano alle dichiarazioni di alcuni esponenti della maggioranza e contestando le scelte prese dalla Regione in materia di screening. «I documenti vanno letti nel giusto modo, non per portare acqua al mulino della propaganda: la circolare ribadisce che non si può utilizzare il test antigenico rapido di prima e di seconda generazione come metodo base per la biosorveglianza del personale sanitario, effettuando poi il molecolare solo in caso di positività. Anche perché il vero pericolo sono i falsi negativi e, con un margine di errore fino al 30% il rischio di far scoppiare nuovi focolai è elevatissimo, con conseguenze drammatiche soprattutto in ambienti con soggetti fragili. A quanto ci risulta, inoltre, i nuovi test sono utilizzati soltanto da un mese e neanche in tutte le Ulss venete, nella Scaligera per esempio ci sono ancora quelli di prima generazione  - aggiungono i rappresentanti del gruppo dem annunciando anche un’interrogazione - Vogliamo perciò che venga fatta finalmente chiarezza sui dati, sul reale impiego dei tamponi rapidi nelle strutture sanitarie e sociosanitarie, come continuiamo a chiedere da tempo: la Regione smetta di comportarsi come un giocatore di poker, perché in questo caso la posta in palio è la vita dei cittadini».

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