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2.300 ticket sanitari evasi in Veneto, Luca Zaia: "Mi vergogno"

Dura reazione del governatore del Veneto ai dati emersi dall'operazione della Guardia di finanza nelle Ulss venete. Zaia invita tutti a riflettere e auspica una norma che renda pubblici nomi degli evasori

E' soddisfatto dell'operazione della Guardia di finanza in campo sanitario il governatore del Veneto, Luca Zaia. Per il presidente della Regione si è trattato di un'intervento "della massima importanza", la "madre di tutte le battaglie".

RINGRAZIAMENTI - "Desidero ringraziare personalmente il comandante regionale della Guardia di Finanza del Veneto, gen. Walter Lombardo Cretella - ha scritto Zaia - e ad uno ad uno i finanzieri dei vari reparti".

Il merito dell'operazione sui "finti poveri", spiega Zaia, è da un lato di andare "nell'ottica dell'efficienza istituzionale" e, dall'altro, svelare "oltre che un profilo illecito, anche un risvolto etico di cui dobbiamo come comunità tenere conto".

DATI CHE FANNO RIFLETTERE - "E' vero - ha aggiunto il governatore - che non si tratta di punire, ma di salvaguardare le fasce più deboli della popolazione, ma un'incidenza di illecito così alta deve farci riflettere. Trovo ignobile che chi ha i soldi in tasca si faccia esentare alla stregua di un pensionato con un contributo minimo dello Stato che lo fa arrivare a malapena alla metà del mese".

ANDARE AVANTI - "Di questi ticket - ha osservato ancora Zaia - fa parte anche quello che ci è stato imposto dal Governo di Roma e che solo in virtù della forza di legge siamo costretti ad applicare, ma ciò non deve costituire alibi per chi decide di mettere le mani nelle tasche della povera gente. Invito con forza il gen. Cretella e i suoi ad andare avanti - ha esortato Zaia - perché anche attraverso questa azione forte di verifica e di controllo passa la nostra risposta, etica, politica e istituzionale ad una tassa che non avremmo mai voluto imporre. Al momento di pagare, però, la comunità deve saper riconoscere e tutelare le sue componenti più deboli".

"MI VERGOGNO" - Durante la conferenza stampa convocata a Treviso nel pomeriggio, il governatore ha aggiunto che "abbiamo l'obbligo di fare chiarezza e pulizia. Il danno reale è di 3-400 mila euro, ma il danno più grande è etico e morale, abbiamo gente che si dichiara povera e non lo è. C'è poco da fare esempi di ciò che avviene in altre parti d'Italia - ha dichiarato ancora Zaia - perché stiamo diventando peggio di loro. Personalmente mi vergogno dei dati emersi dai controlli".

RESTA AUTOCERTIFICAZIONE - Tuttavia il risultato dell'operazione delle Fiamme gialle, ha puntualizzato Zaia, non inciderà sul metodo in vigore per avere diritto alle agevolazioni: "Mi rifiuto di togliere l'autocertificazione - ha ribadito - e preferisco vedere legnato chi si comporta male".

"Spero che a livello nazionale - ha proseguito - ci sia il coraggio di fare una norma che consenta di rendere pubblici i nomi delle persone indagate. Fosse per me dovremmo appendere i loro nomi al di fuori degli ospedali, la gogna pubblica - ha concluso - credo sia il minimo".

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