rotate-mobile
Venerdì, 20 Maggio 2022
Politica

Trasperenza: Comune di Zero Branco adotta la Carta di Pisa

L'amministrazione comunale di Zero Branco ha adottato la Carta di Pisa, il codice etico che impegna gli amministratori pubblici alla trasparenza

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

Il Consiglio Comunale di Zero Branco ha approvato l'adozione della "Carta di Pisa", codice etico che impegna gli amministratori pubblici alla trasparenza e ad una rigorosa gestione del conflitto di interessi, nella seduta del 31 luglio 2012, con la sola astensione dei consiglieri leghisti.

Il Comune di Zero Branco è socio dal 2010 di "Avviso Pubblico - Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie" e dal 2011 è referente provinciale - nella persona del consigliere con delega alla Cultura Maria Grazia Tonon - per Treviso nel coordinamento regionale veneto. L'Associazione Avviso Pubblico, nata nel 1996, conta circa 200 enti soci in tutto il territorio nazionale, dai comuni più piccoli come Merlino (provincia di Lodi, 1800 abitanti) alle province di Reggio Calabria, Bologna, Roma, Genova, Torino, alle regioni Emilia Romagna, Toscana, Liguria, Puglia. In Veneto sono 19 gli Enti soci, tra cui il Comune di Padova, sede del coordinamento regionale.

L'associazione è impegnata sul fronte della formazione civile contro le mafie soprattutto nell'ambito della Pubblica Amministrazione, con la promozione di una cultura della legalità che investa prima di tutto il ruolo dell'amministratore pubblico. Avviso Pubblico è considerato interlocutore primario nella valutazione di provvedimenti legislativi (sia regionali che nazionali) sul contrasto alla criminalità organizzata, e collabora con SOS Impresa per iniziative anti-usura.

La Carta di Pisa è stata elaborata da un gruppo di esperti coordinati dal prof. Alberto Vannucci (docente dell'Università di Pisa), ed intende colmare un vuoto legislativo in materia di conflitto di interessi con un'assunzione di responsabilità diretta degli amministratori, che sottoscrivendo il codice si impegnano - tra le altre cose - a dimettersi in caso di rinvio a giudizio per reati di corruzione, concussione, mafia, estorsione, riciclaggio, traffico illecito di rifiuti, e ogni altra fattispecie ricompresa nell’elenco di cui all’art. 1 del Codice di autoregolamentazione approvato dalla Commissione parlamentare antimafia nella seduta del 18 febbraio 2010.

La novità della Carta di Pisa, rispetto ad altri codici esistenti, sta nel fatto che prevede sanzioni in caso di inadempienza.

E' il primo tentativo di formulazione di una politica anticorruzione "dal basso", proposto cioè dagli stessi amministratori locali che sentono la necessità di marcare una differenza rispetto alla deriva politica che ha portato il nostro paese ad affidare il 17% del PIL alla criminalità organizzata.
 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Trasperenza: Comune di Zero Branco adotta la Carta di Pisa

TrevisoToday è in caricamento