Moglie prigioniera del marito: «Chi non condivide i nostri valori, e’ invitato ad andarsene»

Parole, durissime, con le quali il capogruppo in Regione del gruppo "Zaia Presidente", la trevigiana Silvia Rizzotto, commenta la vicenda di Trevignano

Silvia Rizzotto

«Violentare la propria moglie e picchiarla per il suo comportamento troppo “occidentale” e’ qualcosa di inaccettabile. A questo mostro, ora finalmente sotto processo, bisogna ricordare che il Medioevo, da noi, e’ finito molti secoli fa». Sono queste le parole, durissime, con le quali il capogruppo di Zaia Presidente, la trevigiana Silvia Rizzotto, commenta la vicenda di Trevignano.

«Come donna, sono scioccata che nel 2019 ci sia ancora chi, nel nome del fanatismo religioso, si permette di commettere certi crimini: il Medioevo e’ finito tanto tempo fa, oggi le donne in Italia lavorano, votano ed hanno gli stessi diritti degli uomini. Come trevigiana, però, mi inquieta che chi sia ancora oggi chi giunge nella nostra terra e non abbia compreso le regole basilari della nostra società civile. L’integrazione passa prima di tutto dalla accettazione e dal rispetto delle regole della nostra società e della nostra cultura. Non c’è religione al mondo che possa permettersi di arrivare a tante crudeltà: chi non condivide i nostri valori, e’ invitato ad andarsene subito dal nostro Paese perché non e’ gradito»: chiude la Rizzotto.

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