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L'allarme: le imprese trevigiane sono in fuga verso la Carinzia

Il parlamentare trevigiano Raffaele Baratto presenta tre proposte per fermare il Reddito di Cittadinanza e salvare lo sviluppo

Una lettera indirizzata a Luca Zaia e Massimiliano Fedriga, istituzioni regionali locali, deputati veneti e Associazioni di categoria, quella che Raffaele Baratto ha inviato per denunciare il rischio che stanno correndo il Veneto ed il NordEst e proporre una piattaforma di tre misure, alcune delle quali da introdurre nella manovra finanziaria per rilanciare lo sviluppo, sopratutto in Veneto e nel Nordest. L'intervento di Baratto volto a contrastare le misure economiche approvate recentemente dal governo, in particolare il decreto dignità, muove da un'iniziativa della Carinzia, che come accade da qualche anno, a fine mese ha organizzato proprio a Treviso un meeting cui invitare le locali imprese a trasferirsi in Carinzia.

E Baratto incalza denunciando le condizioni in cui in Italia e Veneto si è costretti a fare impresa: «Assisto nuovamente all’ennesimo tentativo di depauperare il nostro territorio della sua risorsa più importante: le imprese. Non è, purtroppo, una novità che conosco bene gli effetti sul tessuto sociale delle delocalizzazioni. Pensare tuttavia di poter contrastare questo fenomeno punendo le imprese che delocalizzano come previsto dal decreto dignità, significa non aver mai gestito una crisi industriale. Come si può pretendere infatti che un impresa continui a rimanere nel nostro paese quando il prelievo fiscale complessivo sulle imprese è del 64,8% quanto subiamo la concorrenza spietata di paesi che stanno come noi nell'Unione Europea. Pagheremo a caro prezzo il dilettantismo. I primi effetti del Decreto voluto dal Governo nella provincia di Treviso si sono già palesati: 150 dipendenti non si vedranno rinnovato il contratto, con conseguenze sociali devastanti, come nel recente caso Stiga di Castelfranco»

Baratto propone una piattaforma a tutti i parlamentari Veneti per portare le istanze del Veneto e dell'impresa anche all'interno della finanziaria proponendo tre misure: «Primo, il governo dovrà proporre alla Commissione Europea l'adozione di una nuova direttiva sul dumping fiscale, che impedisca fenomeni come quello che stiamo subendo da parte di paesi che condividono la nostra appartenenza europea. Secondo chiederemo l'immediata abolizione del decreto dignità che tanti danni sta creando anche in Veneto. Terzo, 5 miliardi destinati al taglio del cuneo fiscale ed altri cinque al taglio delle imposte sugli utili da reinvestire in azienda. Il Parlamentare Veneto conclude con un invito indirizzato a tutti i parlamentari. Siamo stati eletti in Veneto, nella terra delle imprese, dei sacrifici che hanno generato il miracolo economico. Al di là delle posizioni di partito a questa storia e questa tradizione non dobbiamo solo rispetto, ma siamo chiamati a preservarla da chi vorrebbe defraudarci del futuro. E’ l’ultima chiamata per schierarsi dalla parte del Veneto, delle imprese e dei lavoratori».

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