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Baby gang: 0,09% è la quota del bilancio del Comune destinata alle politiche giovanili

L'attacco di Gigi Calesso, Coalizione Civica per Treviso. La spesa comunale pro capite (cioè suddivisa per il numero degli abitanti) è stata nel 2020 di 1.244,80 € di cui solamente 1,19 € destinati alle politiche giovanili

Nel dibattito di questi giorni sugli episodi di violenza che vedono protagonisti nella nostra città ragazzi e adolescenti si è affacciata la questione del ruolo dell’amministrazione comunale. E’ sufficiente esaminare il bilancio consuntivo del Comune relativo al 2020 (è l’ultimo disponibile) per scoprire che alle politiche giovanili vengono destinati 101.043 € dei complessivi 105.720.626 € di spesa, cioè lo 0,09% del totale. Nel 2019 si rattava di 96.053 e su un totale di 89.235.549 € di spesa. La spesa comunale pro capite (cioè suddivisa per il numero degli abitanti) è stata nel 2020 di 1.244,80 € di cui solamente 1,19 € destinati alle politiche giovanili.

Andando indietro nel tempo si può verificare che i due ultimi anni dell’amministrazione di centrosinistra (2017 e 2018) hanno registrato una spesa per le politiche giovanili rispettivamente di 140.005 € e di 154.115 € a fronte di un totale di spesa che si aggirava tra i 95 e i 96 milioni di euro: lo stanziamento per queste politiche era superiore di circa il 50% rispetto a quello dell’attuale governo cittadino.

Esaminando su sito della Fondazione openpolis che si occupa di raccolta e pubblicazione di dati relativi alle amministrazioni pubbliche (openpolis.it) si può verificare che nello stesso 2020 la spesa del Comune di Padova per le politiche giovanili è stata di 973.277 € (4,67 € pro capite),     quella di Vicenza di 367.177 € (3,36 € per cittadino) e quella di Belluno di 114.523 € (3,23 pro capite).

L’amministrazione Conte, in buona sostanza, ha ridotto di un terzo la spesa per le politiche giovanili rispetto agli ultimi anni della giunta Manildo e destina a questo ambito (fatte le debite proporzioni con il numero di abitanti delle diverse città) da un terzo a un quarto delle risorse che vi riservano Padova, Vicenza, Belluno.

Mi pare evidente, quindi, che quella delle politiche giovanili è una delle “cenerentole” nelle scelte di spesa di questa amministrazione comunale mentre, soprattutto di fronte a episodi che fanno pensare a forme di disagio, di marginalità sociale delle fasce giovanili dovrebbe essere uno dei capitoli di bilancio al cui dotazione va aumentata non diminuita. Gli stessi effetti del lockdown e della didattica a distanza su ragazzi e adolescenti (oggetto di studi e ricerche che ne comprovano il danno per queste fasce di età) dovrebbero suggerire interventi anche da parte dell’amministrazione comunale. Ma pare che non ci sia niente da fare: con lo 0,09% del bilancio destinato a loro Treviso non è una città per giovani.

Gigi Calesso – Coalizione Civica per Treviso

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