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Domenica, 14 Aprile 2024
Politica

“Comune amico dell’impresa”, le 15 azioni chieste dagli artigiani ai candidati

Gli imprenditori della CNA di Treviso contatteranno direttamente i diversi candidati dei 10 Comuni che il 14-15 maggio andranno al voto per presentare il documento

Quindici azioni per rendere il Comune “amico dell’impresa”: la CNA le ha inviate alle segreterie provinciali dei partiti perché le inviino ai propri candidati a sindaco e a consigliere comunale. Nelle prossime settimane, gli imprenditori della CNA contatteranno direttamente i diversi candidati dei 10 Comuni che il  14-15 maggio andranno al voto per presentare il documento, discuterlo con i candidati e chiedere la loro adesione. Prima la pandemia da Covid-19 e poi la guerra in Europa hanno avuto pesanti ricadute sul sistema economico del nostro territorio, e in particolare sull’artigianato e sulla piccola e media impresa. 

«Dopo la positiva ripresa della seconda parte del 2021, i crescenti costi dell’energia e delle materie prime, accentuatisi nel 2022, hanno messo a serio rischio la tenuta di un sistema economico già fragile – spiega Luca Frare, presidente di CNA territoriale di Treviso -. Le imprese della nostra provincia hanno dato ancora una volta prova di flessibilità e solidità, garantendo risultati ben al di sopra le aspettative in un contesto di forte incertezza e imprevedibilità. Rimangono tuttavia molte criticità latenti, che rischiano di essere accelerate da un contesto di forte inflazione e dal repentino aumento dei tassi di interesse». 

«In questa fase è necessaria come non mai una particolare attenzione da parte dell’ente locale alle esigenze degli attori economici – è l’appello di Mattia Panazzolo, direttore di CNA territoriale di Treviso -. L’ente locale può giocare un ruolo strategico nel sostegno e nel rilancio dell’economia locale, anche utilizzando le ingenti risorse messe a disposizione dal PNRR.  Auspichiamo pertanto che i candidati accolgano nei loro programmi le proposte dei nostri imprenditori e dei professionisti per continuare a dare un futuro di benessere alle nostre comunità». Ecco le 15 azioni da poter mettere in campo per rendere il proprio Comune “amico dell’impresa”.

COMUNE AMICO DELL'IMPRESA: GLI INTERVENTI UTILI

1. Misure di sostegno. Concertare con le Associazioni di Categoria eventuali misure di sostegno alle imprese che si trovano più in difficoltà a causa della congiuntura. Ridurre o rinviare, senza sanzioni e senza interessi, le imposte e i tributi comunali con rientro rateizzato pluriennale.

2. Pagamenti PA. Pagare i fornitori del Comune in un termine massimo di trenta giorni.

3. Fisco. Ridurre in modo significativo le aliquote IMU sugli immobili diversi da quelli abitativi con effetto immediato.

4. Appalti e lavori pubblici. Adottare obbligatoriamente la pratica della suddivisione degli appalti in lotti funzionali, introducendo un limite al numero di lotti che un'impresa può aggiudicarsi. Applicare quanto suggerito dal Focus Burocrazia e Appalti della CNA, per permettere l’effettiva partecipazione alle gare anche alle piccole imprese del territorio.  Favorire la rotazione dei fornitori della PA.

5. Urbanistica. Fare progetti condivisi di rigenerazione urbana e immobiliare, valorizzando l'artigianato di servizio e il piccolo commercio. Per favorire tale operazione, prevedere agevolazioni e istituire un fondo da alimentare con gli oneri di urbanizzazione derivanti da interventi insediativi commerciali o di servizi di medio-grandi dimensioni.

6. Energia. Promuovere la realizzazione di comunità energetiche nel Comune, a partire dagli edifici pubblici più idonei, favorendo le sinergie pubblico-private per una diffusa conoscenza dello strumento.

7. Viabilità. Completare le circonvallazioni comunali, favorire una viabilità ecosostenibile. Pedemontana: lavorare insieme alla Regione Veneto per un rapido completamento dell'opera e delle bretelle di collegamento; e inoltre riconoscere riduzioni tariffarie per i residenti nel tragitto casa-lavoro, come ad esempio la gratuità dei pedaggi nei tratti compresi tra due caselli dopo quello di ingresso. 

8. Territorio. Razionalizzare le aree produttive del proprio Comune e dei limitrofi, migliorandone le infrastrutture fisiche e digitali (la banda larga rappresenta ormai un fattore abilitante all'attività d'impresa). Mettere a disposizione i dati dei fabbricati produttivi di una banca dati provinciale. Favorire la definizione di 25-30 aree produttive strategiche a livello provinciale.

9. Servizi ai cittadini e alle imprese. Riorganizzare i servizi dei Comuni, favorendo le collaborazioni sovracomunali, negli ambiti ottimali da definire con la Regione Veneto.

10. Burocrazia. Semplificare le procedure prevedendo l'armonizzazione dei regolamenti edilizi, urbanistici, ambientali, tributari con i Comuni confinanti e a livello provinciale. La PA non deve chiedere all'impresa dati che sono già in suo possesso. Per questo è importante rendere interoperabili le banche dati pubbliche: i fondi del PNRR per la digitalizzazione devono servire anche per questo.

11. Cultura di impresa. Sviluppare iniziative per incentivare la cultura imprenditoriale e la propensione all'imprenditorialità nelle giovani generazioni, di concerto con il mondo produttivo e le scuole.

12. Abusivismo. Fare controlli più incisivi, e i relativi interventi sanzionatori, per contrastare l'economia sommersa.

13. Mafia. Tenere alta l'attenzione sul rischio di infiltrazioni mafiose nei tessuti produttivi più colpiti dalla crisi e nel settore edile. Sensibilizzare la popolazione in tema di legalità e promuovere la conoscenza di strumenti operativi di prevenzione dell'usura, come i confidi e i fondi antiusura.

14. Credito. Sostenere i confidi territoriali al fine di agevolare l'accesso al credito con lo strumento delle garanzie o del prestito diretto. Il rapido aumento dei tassi d’interesse e il blocco del mercato dei crediti in edilizia rischia di provocare un grave shock finanziario anche nelle aziende economicamente sane.

15. Sanità. Garantire che il diritto di accesso alle prestazioni e ai servizi avvenga in tempi rapidi, con il potenziamento delle strutture poliambulatoriali e l'assistenza domiciliare. Rafforzare la collaborazione tra gli operatori di assistenza sanitaria e i servizi sociali.

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