Cedere il palazzo della Prefettura? "Sarebbe uno sfregio alla storia"

Mario Conte, capogruppo in consiglio comunale della lega Nord: "Invece di andare avanti con la cessione adesso, al demanio o peggio ad un privato che offrisse di più, blocchi tutto e inserisca questa sua proposta nel programma elettorale del 2018"

TREVISO “Se davvero Manildo vuole vendere il “Palazzo della Prefettura” metta questa proposta nel programma elettorale del 2018 e faccia decidere i trevigiani. Per noi della Lega è e resta un simbolo del Comune che deve restare pubblico”. Lo dice oggi Mario Conte, capogruppo in consiglio comunale della lega Nord – Liga Veneta.

“L’idea di cedere quel monumento storico che per molti versi rappresenta idealmente e simbolicamente la città è profondamente sbagliata. Manildo è il sindaco che per coprire i buchi di bilancio, frutto delle sue politiche poco efficaci e dei tagli decisi dal governo del “suo”PD sarebbe disposto a cedere tutto il patrimonio storico della città. E’ la dimostrazione di quanto la sinistra sia fuori sintonia con la storia, le tradizioni e il valori di Treviso. Ma se davvero è questa la sua intenzione, invece di andare avanti con la cessione adesso, al demanio o peggio ad un privato che offrisse di più, blocchi tutto e inserisca questa sua proposta nel programma elettorale del 2018. Lasciamo che a decidere su Treviso siano i trevigiani, magari in ossequio anche a questa idea di partecipazione dal basso e scelte amministrative condivise di cui il sindaco parla senza però fare sì che le buon intenzioni diventino realtà”.

“Noi della Lega diciamo subito che questa vendita non si deve fare. Cedere il palazzo della Signoria sarebbe uno sfregio alla storia del Comune perchè l’edificio, per quanto oggi in uso alla Prefettura, è un pezzo della storia secolare della nostra città e appartiene all’intera collettività. Non siamo intenzionati a lasciare campo libero alla svendita dei beni storici perché Manildo e il suo assessore al bilancio non sanno fare i conti. E sarebbe ora che anche il primo cittadino alzasse la voce coontro il centralismo romano che fa pagare ai Comuni i vincoli di bilancio europei, togliendo oramai tutte le risorse che servono a erogare servizi per la qualità della vita, per la socurezza, per l’ambiente e per lo sviluppo economico”.

“Andiamo alle elezioni e contiamoci anche sulla vendita del palazzo della Signoria. Sempre che Manildo non abbia paura del giudizio e delle opinioni dei trevigiani”.

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