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“Sullo stop agli arrivi di nuovi profughi Manildo ha mentito ai trevigiani"

Lo ha detto Mario Conte, capogruppo della Lega Nord – Liga Veneta in consiglio comunale: "Il numero di questi stranieri iscritti all’anagrafe comunale, a fine febbraio, ha sfiorato quota 530"

TREVISO “Sullo stop agli arrivi di nuovi profughi immigrati Manildo ha mentito ai trevigiani. Le sue assicurazioni non valgono nulla, visto che solo nei primi due mesi del 2017 ne sono stati iscritti all’anagrafe 130 in più. Con i numeri che abbiamo oggi, entro sei mesi il welfare territoriale del Comune di Treviso sarà al collasso e per i trevigiani più deboli sarà una catastrofe”. Lo ha detto oggi Mario Conte, capogruppo della Lega Nord – Liga Veneta in consiglio comunale.

“Il Sindaco ha mentito i cittadini sia sul numero di stranieri a cui dovrebbe venire concessa la residenza sia sulle conseguenze di questa iscrizione. Se nel dicembre del 2016, con Manildo che sosteneva di aver detto stop a nuovi arrivi, il numero di questi stranieri iscritti all’anagrafe comunale era pari a 400 unità, a fine febbraio si è sfiorata quota 530. Inoltre non è vero che l’iscrizione all’anagrafe dei migranti potenzialmente richiedenti asilo è solo un atto formale che fa parte del procedimento di riconoscimento: come precisa una nota del Ministero dell’Interno del maggio 2015, l’iscrizione nelle liste anagrafiche è presupposto all’integrazione definitiva in quanto consente, tra le altre cose, il godimento di alcuni diritti anche di natura sociale, perché è proprio sulla base dell’anagrafe che i Comuni decidono la pianificazione e le modalità di erogazione dei servizi”.

“Il risultato è che ad oggi nel comune di Treviso si sono aggiunti 530 individui sostanzialmente indigenti, privi di occupazione e di abitazione, che per effetto dei criteri di erogazione delle prestazioni sociali faranno il pieno di sostegni e taglieranno fuori definitivamente i trevigiani. Questo vuol dire che nei prossimi bandi per gli alloggi sociali, per i contributi economici e nelle liste delle emergenze abitative e nuove povertà, già a marzo 2016 abbiamo 491 posti in graduatoria praticamente già definiti. Con il ritmo a cui il Comune di Treviso, ad esempio,  assegna case popolari, la partita per i cittadini trevigiani sarà chiusa per i prossimi 10 anni. E il Sindaco? Di fronte alla folle politica del governo e alle modalità con cui la Prefettura impone la gestione dell’accoglienza non ho sentito fiatare una protesta. Non basta concordare con il ministro Minniti sulle necessità di realizzare velocemente le espulsioni di chi non ha diritto alla protezione come profugo. Siamo già oltre: quello con cui abbiamo a che fare è uno tsunami di aventi diritto che ridurranno in macerie il già inefficiente welfare locale, su cui Manildo ha deciso di tagliare preferendo investire sulle mostre e sui mercatini. Quelli che come il sindaco di Treviso parlano di tolleranza e di bisogno di non alimentare tensioni sono proprio coloro che si preparano a dare fuoco alle polveri di un inevitabile conflitto tra poveri in cui i trevigiani usciranno con le ossa rotte”.

“Il punto è che non basta denunciare le bugie del Sindaco e le politiche fallimentari con cui si intende gestire l’accoglienza. Oggi più che mai si deve intervenire in fretta per bloccare  questa invasione prima che la certificazione di residenza diventi lo strumento con cui gli stranieri occuperanno stabilmente il welfare a Treviso e lo faranno diventare una cosa loro, dalla sanità alla casa, dai sostegni economici ai posti negli asili e negli asili nido. Quella che si annuncia è una catastrofe sociale che avrà come vittime i trevigiani più deboli e bisognosi, di cui però non interessa nulla a nessuno, a cominciare da quello che dovrebbe essere il loro sindaco”. 

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