"Nelle liste elettorali di Mario Conte anche un neofascista"

L'attacco di Gigi Calesso: "Ci complimentiamo per la scelta in questo ambiente dei suoi nuovi sostenitori". La replica di Davide Visentin: "Lo denuncio"

Un momento folkloristico dei neofascisti trevigiani

TREVISO Davide Visentin, presidente del comitato Prima i Trevigiani annuncia su Facebook (allegato screenshot) la sua candidatura al Consiglio Comunale a sostegno di Mario Conte. A questo punto  si può tranquillamente sostenere che Conte è sostenuto dai neofascisti trevigiani. Visentin, infatti, non solo è stato a lungo militante e responsabile trevigiano di Forza Nuova ma prosegue con il comitato Prima i Trevigiani la propaganda xenofoba e razzista che caratterizza il movimento di Roberto Fiore, di cui appunto il neo-candidato di Conte era stato uno degli esponenti trevigiani di punta.

Per capire di cosa stiamo parlando è sufficiente osservare come nella allegata foto (risalente a pochi anni fa) Visentin è ben riconoscibile in mezzo a numerose persone che si esibiscono nel saluto fascista ed  è anche visibile (pur coperta da una delle braccia alzate) una croce celtica dipinta sullo striscione più in alto. Conte, del resto, con la candidatura di Visentin ha solo anticipato di poche ore l’accordo con Gentilini che non ha mai negato di considerare quelli di Forza Nuova “dei bravi ragazzi”. E’ questo il buon governo della città a cui ci prepara Conte? Quello in compagnia dei neofascisti trevigiani che da anni rappresentano l’unica vera “emergenza sicurezza” in città?

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Sono del 2016 gli indegni cori allo stadio di Sedico da parte degli ultras di estrema destra del Treviso, l'individuazione sempre tra i neofascisti trevigiani dei responsabili dell'aggressione ai danni di uno degli organizzatori del Treviso Pride e l'aggressione tra i tavoli dei locali di porta Santi Quaranta da parte di appartenenti all'estrema destra, azione che seguiva appunto quella ai danni di uno degli organizzatori del Treviso Pride. Ad ottobre de 2015 era stato picchiato un ragazzo in piazzetta Monte di Pietà mentre qualche mese prima era stata la volta dell'aggressione subita da un giovane cingalese in pieno centro storico, picchiato da un gruppo di "teste rasate" e non si contano ormai i pestaggi ai danni di ragazzi che hanno l’unica “colpa” di essere politicamente schierati a sinistra. Con periodica regolarità la città assiste ad aggressioni e violenze da parte di componenti dei gruppi dell'estrema destra che sembrano voler dimostrare che per loro la violenza su militanti di sinistra, giovani, stranieri è un "normale" metodo di azione politica. Ci complimentiamo con Conte per la scelta in questo ambiente dei suoi nuovi sostenitori.

LA REPLICA A CALESSO DI VISENTIN Davide Visentin, apprese le notizie recentemente diffuse dall'esponente di IMPEGNO CIVILE, ha dichiarato che: “Luigi Calesso, con la scarsa eleganza che contraddistingue il suo modo di far politica, mi ha attaccato personalmente cercando di colmare il vuoto di proposte e di idee suo e della coalizione che rappresenta. Un minestrone di notizie completamente false recuperate alla meno peggio da google, e ripresentate con fini palesemente diffamatori: nessuno dei fatti riportati mi riguarda o mi è mai stato attribuito, il legame sta solo nella testa di Calesso. Ho ovviamente già dato mandato ai legali di procedere”. Visentin scende anche nei temi dell’attualità elettorale: “Sorprende come Calesso si renda paladino della giustizia a giorni alterni, dimenticandosi dei suoi sostenitori del CSO DJANGO, ospitato presso la caserma Piave, che versano tutt'ora nell'illegalità più totale e diffusa. Mi impegnerò perché la protezione che ha garantito insieme a Manildo a questi personaggi finisca quanto prima” per poi concludere che “la sinistra non ha imparato la lezione dalle politiche: agitare lo spauracchio fascista non serve a nulla se non ad aizzare i centri sociali. Forse è quello che vogliono.”

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