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«All’Appiani condizioni disumane per i migranti. Servono risposte immediate»

Interrogazione al Governo del senatore del Pd, Andrea Martella, che sollecita l’intervento del Governo dopo la tragica morte di Singh Mandeep, indiano di 32 anni. Per il sindaco Mario Conte il dormitorio sarebbe al centro di un racket e ha chiesto l'intervento della magistratura per fare luce sul caso

«Il Governo si faccia carico di attivare un protocollo tra enti locali, istituzioni e associazioni sociali per promuovere tempestivamente percorsi di accoglienza e integrazione per i richiedenti asilo che metta al primo posto la casa e una rete di protezione sociale». A chiederlo il senatore e segretario regionale del Partito Democratico del Veneto, Andrea Martella in un’interrogazione a risposta orale ai ministri dell’Interno, degli Affari europei, per le politiche di coesione e per il Pnrr, depositata lunedì mattina. A Treviso un giovane migrante indiamo di 32 anni, Mandeep Singh, accampato da tempo nel parcheggio dell’area Appiani a pochi metri dalla Questura nella notte tra venerdì e sabato è morto a causa di un infarto. «Un evento tragico che ripropone in tutta la sua drammaticità la gravissima situazione e la necessità di individuare risposte immediate», scrive Martella. «La criticità di quell’area è nota da tempo e già in precedenza avevo presentato altre interrogazioni sul tema». Di fatto l’Appiani è diventato un dormitorio all’aperto popolato da stranieri in attesa di entrare nei percorsi di accoglienza, da migranti usciti dall’accoglienza poiché risultano titolari di un reddito di meno di 6 mila euro annui, o lavoratori precari, sfruttati che non possono permettersi un affitto. «Come più volte denunciato», rimarca il senatore, «serve un percorso di accoglienza per queste persone che soprattutto in inverno si trovano ad affrontare situazioni disumane vivendo all’addiaccio e senza alcuna rete di protezione sociale che risulta affidata solo alle organizzazioni di volontariato. Il Pnrr prevedeva un piano riguardante ‘l’Housing First’, o stazioni di posta, progetto per aiutare le persone in condizione di grave deprivazione e che vivono senza fissa dimora con un investimento diretto agli enti locali».

Il sindaco di Treviso, Mario Conte, ha avanzato ieri, 4 dicembre, l'ipotesi di un possibile racket che riguarderebbe l'occupazione del parcheggio interrato della cittadella Appiani che è una sorta di dormitorio da quasi un decennio. Ogni qual volta avviene uno sgombero, l'area viene nuovamente occupata, quasi sempre da stranieri che non possono entrare nel circolo dell'accoglienza regolare. «C'è un filo nascosto che accompagna quello spazio, con degli spostamenti di persone che va verificato perchè se noi togliamo le dieci persone che ci sono, domani ne arrivano altre dieci, come se qualcuno sapesse che quelo posto si è liberato» ha detto Conte «è una situazione complicata, dobbiamo anteporre le regole al cuore come dicevo in occasione dello sfratto, è altrettanto vero che i numeri che ci vengono richiesti sono preoccupato. Non è possibile affrontarli neppure con il cuore, sono persono che vanno ospitate, messe in sicurezza, in luoghi caldi e accoglienti, ecco... posti per tutte quelle persone non ce ne sono a disposizione». L'invito alla magistratura di Treviso è quello di fare luce sul caso.

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