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Giovedì, 30 Maggio 2024
Politica

Nomine in Farmacia Trevigiana, per Coalizione Civica sono le "prove" della casta padana

Duro intervento di Luigi Calesso che critica aspramente le nomine fatte dal sindaco di due esponenti leghisti nel consiglio di amministrazione dell'ente trevigiano

«La nomina da parte del Sindaco di due leghisti nei due posti del consiglio di amministrazione di Farmacia Trevigiana appannaggio dell’amministrazione comunale è l’ennesima prova del fatto che la Casta Padana “resiste”, pur ridotta nei numeri dalla diminuzione del numero delle società partecipate dal Comune (per decisione del legislatore nazionale, non degli enti locali)». Lo dice Luigi Calesso, esponente di Coalizione Civica

»Al di là delle qualità dei prescelti - dice -  è difficile comprendere come siano di fede leghista, nel 99% dei casi, le persone ritenute più adatte a entrare nei consigli d’amministrazione e nei collegi sindacali delle ex-municipalizzate partecipate dal Comune di Treviso. E’ possibile che fuori dall’ambito leghista non ci sia praticamente nessuno in grado di assolvere a quei compiti? O, molto più banalmente, la fedeltà politica prevale su qualsiasi considerazione in ordine alle competenze, alla professionalità, alle esperienze pregresse dei “non leghisti”? Analoga valutazione si può fare per l’incarico ottenuto nei giorni dal capogruppo della Lega in consiglio comunale nella nuova società  “Autostrade dello Stato SpA”».

«Rispetto ad altri momenti di spolvero della Casta Padana (momenti in cui, per capirsi, alla presidenza dell’Istituto Zooprofilattico del Veneto la Lega mandava un autista, con tutto il rispetto per gli autisti…) - prosegue Calesso -  in questo caso non c’è nulla da eccepire sulla professionalità del “nominato” visto che Schiavon è un dottore commercialista sicuramente in grado di ricoprire il ruolo assegnatogli. Resta, però, il dubbio che la nomina in questione non risponda alla logica di scegliere la persona in assoluto maggiormente più competente rispetto al ruolo da ricoprire ma quella di garantire un “risarcimento politico” al non riconfermato assessore al Bilancio della prima amministrazione Conte. Di fronte a nomine negli enti che interessano ex-consiglieri regionali, parlamentari, sindaci, assessori mi chiedo sempre (anche quando a farle è il centrosinistra) quando verrà posta la parola fine a questo andazzo tutto italiano di garantire agli ex-qualcosa della politica poltrone (e molte volte anche laute prebende) negli enti pubblici, nelle partecipate, negli enti, nei consorzi, il tutto – ovviamente – a carico dei cittadini contribuenti».

«Me lo chiedo anche stavolta - conclude - perché il capogruppo Schiavon è un professionista stimato ma, sicuramente, per diventare presidente del collegio sindacale di “Autostrade dello Stato SpA” non ha sicuramente superato una selezione pubblica su base nazionale. E, purtroppo, il meccanismo sulla base del quale quel posto è stato assegnato a lui funziona anche quando le competenze e la professionalità non ci sono come tante volte ci ha fatto sperimentare in questi anni la mai sradicata Casta Padana. Che cosa succederà quando si presenterà per il posto in Autostrade qualche altro leghista che avesse più diritto di Schiavon a un “risarcimento politico” o fosse considerato più “fedele” di lui alla Lega? Purtroppo per Schiavon non sarà la professionalità a salvarlo».

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