Sabato, 19 Giugno 2021
Politica

Polemiche sulla Treviso-Mare, il PD: «Dopo 13 anni ancora troppe incognite»

Francesca Zottis e Bruno Pigozzo: «Crediamo sia giunto il momento che l'assessore De Berti faccia piena chiarezza sul progetto in corso, iter futuri e revisioni dello stesso»

«Sul destino della "Treviso-Mare" c’è bisogno di chiarezza e fatti concreti. Dopo 13 anni il tempo è scaduto, perciò abbiamo chiesto in Seconda commissione in Regione un’audizione urgente dell’assessore De Berti». È quanto annunciano la vice capogruppo del Partito Democratico Francesca Zottis e il collega Bruno Pigozzo. «È dal 2007 che discutiamo di Treviso-Mare a pagamento con posizioni diverse, ma senza significativi passi in avanti e le paure che questo progetto, per vari motivi, rischi di non vedere la luce si fanno più forti. Adesso apprendiamo da una delibera di giunta che l’iter sta proseguendo presso il Cipe con l’approvazione dello schema di Protocollo d’Intesa tra ministero delle Infrastrutture, Anas e Regione per la connessione con l’autostrada A4 ‘Venezia-Trieste’. Un Protocollo che modifica e integra le determinazioni già assunte con quello del luglio 2011 tra Regione e Anas per l’utilizzo di un tratto della Statale 14 della Venezia Giulia. Non possiamo però accontentarci di sapere quali siano i passaggi legislativi e burocratici dovuti, bensì quali siano i tempi di realizzazione. Ammesso che la Regione ne abbia idea, perché ci sono molte incognite, anche legate alla scelta del project».

«Ciò che però risulta incomprensibile - attaccano i due consiglieri dem - è che in 13 anni la Regione non abbia fatto nulla per mettere in sicurezza i punti neri di quella strada che è strategica per i nostri litorali, considerando che alternative ce ne erano. Lo scorso fine settimana le strade che portano a Jesolo e Cavallino si sono fortunatamente riempite dopo tanto tempo, ma non si può continuare a far finta di niente: investire su questo territorio è prioritario e finora è mancata la volontà. Crediamo perciò sia giunto il momento di fare chiarezza piena e pubblica sul progetto in corso, iter futuri e revisioni dello stesso. Abbiamo aspettato anche troppo tempo - sottolineano ancora Zottis e Pigozzo - Era chiaro fin dall’inizio che il problema non riguarda l’aumento della capacità dell’asta nelle attuali condizioni strutturali, bensì il sottodimensionamento della capacità dei nodi e delle aste di redistribuzione del traffico. Pensare che il prolungamento della bretella Anas dallo snodo Ipercoop di San Donà, pur essendo priorità e un’infrastruttura strategica per il territorio, risolva i punti neri dell’asta Meolo/Cavallino è sbagliato. Per questi motivi abbiamo chiesto un’audizione in Seconda commissione dell’assessore De Berti. Nessuno scontro, non è il tempo delle rivendicazioni ma dell’operatività. Anche se buona parte delle difficoltà emerse nel corso degli anni si potevano prevedere».

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