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Via del mare, Pd all'attacco: «Necessario confronto sull'opera e sulle sue conseguenze dannose»

I consiglieri regionali Montanariello e Zanoni: «Necessario confronto sull'opera e sulle sue conseguenze dannose. No a progetti blindati: dibattito pubblico subito»

«È impensabile che attorno alla Via del Mare si apra un confronto con i cittadini a cose fatte. La discussione e l'analisi sulle criticità deve avvenire immediatamente, prima che il progetto definitivo diventi blindato». La presa di posizione è dei consiglieri regionali del Pd Veneto, Francesca Zottis, Jonatan Montanariello e Andrea Zanoni.

«Questa è un'infrastruttura ad alto impatto, altro che l'ostruzionismo di cui l'assessore De Berti parla in modo sprezzante ed inadeguato. È doverosa una riflessione ampia sui nodi viari e sui problemi derivanti dall'opera. Questo per rispondere davvero ad una domanda cruciale: dove sta l'interesse comune nel rendere sostanziale privata una strada pubblica e libera? Discutere delle conseguenze di questa realizzazione non significa mettere i bastoni tra le ruote ma essere responsabili. Verificare le ricadute sulla viabilità minore, prendere in considerazione i danni sul settore agricolo ed in termini paesaggistici, non sono azioni da barricaderi. Lo stesso mondo imprenditoriale e produttivo chiede garanzie, paventando un boomerang sul sistema economico delle aree interessate dall'opera».

Altro nodo, quello delle opere complementari «di cui non c'è traccia di progetto e tantomeno di finanziamento. Ci chiediamo come si risponderà alle criticità di Jesolo e Cavallino. Già scottati dal fallimento della legge 33 sulle concessioni balneari, i sindaci si uniscano in nome dell'interesse comune perché il rischio è che rimangano anche in questo caso con il cerino in mano».

I consiglieri dem aggiungono che «la Valutazione di impatto ambientale del 2010 ha dato comunque alcune prescrizioni, ma soprattutto ha evidenziato la non utilità di questa infrastruttura. Arrivare in modo sicuro e tempi normali alle spiagge e al territorio interno è obiettivo comune, ma le soluzioni erano e sono altre. Non va poi dimenticato che la concessionaria Sis deve alla Regione Veneto una cifra che dovrebbe variare dagli 800 mila euro ed un milione di euro. La Corte dei Conti, inoltre, ha risollevato l'importanza del ruolo del pubblico, a tutela dell'interesse pubblico».

In conclusione Zottis, Montanariello e Zanoni osservano che «il parere del Cipess cui fa riferimento De Berti, altro non è che un passaggio obbligato che può dare prescrizioni ma di certo non sposta l'asse viario. L'assessore, che pare temere in modo allergico il confronto, sappia che il modo migliore per evitare contrapposizioni aspre è quello di dialogare a monte e non a cose fatte, in modo aperto e costruttivo. Ribadiamo che è una questione di nodi, di gestione del traffico, ai quali non basta rispondere attraverso il mero cemento».

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