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Mario Conte (Lega Nord): "A Treviso una situazione di illegalità diffusa"

Il capogruppo in consiglio comunale attacca la Giunta: "Le proteste dei migranti fomentate dagli estremisti di Ztl, sono solo l'ultimo episodio"

TREVISO “Il consiglio comunale di ieri ha confermato che questa Giunta non è in grado, o forse non vuole, affrontare la priorità sicurezza e si affida al navigare di basso cabotaggio, tra temi amministrativi estremamente tecnici e banalità come quelle sui salici dei selfie, quando in città sta esplodendo, soprattutto rispetto alla vicenda dei migranti, una condizione di illegalità diffusa”. Lo dice oggi Mario Conte, capogruppo in consiglio comunale della Lega Nord – Liga Veneta.

“I fatti di questi ultimi giorni, con le proteste dei migranti fomentate dagli estremisti di Ztl, sono solo l’ultimo episodio di una situazione di legalità cloroformizzata o illegalità diffusa che Manildo non affronta. L’illegalità delle occupazioni abusive e violente anzichè esser combattura a Treviso viene premiata con i bandi per questa buffonata della progettazione partecipata, l’illegalità ideologica di estremisti irrispettosi di qualsivoglia regola civile viene tollerata anche quando è palese e manifesto il sistema di arruolamento da parte di Ztl di singoli e gruppi di immigrati che poi vengono utilizzati per creare situazioni che alzano la tensione e portano alla scontro, voluto e cercato dai centri sociali. E nel contempo la città si è popolata di persone di cui non sappiamo nulla che rimpolpano le fila  degli spacciatori, della piccola criminalità cittadina e dei vari racket dell'accattonaggio, senza che vengano presi veri provvedimenti per il controllo di queste persone, mentre porzioni del centro finiscono in mano alle gang dei bulli e si arriva anche a danneggiamenti dei mezzi della polizia in quartieri dove la sicurezza è ormai diventata un miraggio. E tutto questo in un contesto in cui la Prefettura sembra avere l’unico compito e obiettivo di trovare posti per i nuovi arrivi, magari da piazzare di nascosto senza che l’opinione pubblica sia al corrente di quello che succede. E il sindaco cosa fa? Nulla”.

“Ai cittadini di Treviso va riconosciuto il diritto alla legalità che deve essere l’unico modo di immaginare una comunità coesa. Sono questi i temi che vanno affrontati con urgenza, fuori dalle solite polemicucce ideologiche e che invece il Sindaco e la maggioranza evitano ogni qual volta se ne parli in consiglio comunale. Ci rendiamo conto che con le iniziative dell’assessore Cabino di dare la carta d’identità ai profughi stiamo acquisendo dei nuovi residenti a Treviso super poveri che stanno scalzando i trevigiani dall’utilizzo del welfare locale? Vogliamo parlare di questo, vogliamo trovare una soluzione sostenibile all’emergenza o vogliamo continuare a stappare champagne per tre panchine, qualche piantumazione di alberi e quattro sensi vietati invertiti? C’è, nella giunta, qualche iniziativa concreta oltre l’orizzonte delle mostre e dei mercatini che sappia dare risposte ai bisogni dei trevigiani? Dove sono le idee e i valori di fondo che qualificano l’azione amministrativa?”.

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