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"Questa pedonalizzazione ha tutte le carte in regola per isolare la città"

Lo ha detto Mario Conte, capogruppo in consiglio comunale della Lega Nord-Liga Veneta, boccia la nuova fase sperimentale di gestione delle zone a traffico limitato proposta dalla Giunta

TREVISO “Se questa è l’idea di città smart che hanno a sinistra c’è da farsi venire i capelli dritti. A Ca’ Sugana hanno aperto l’ufficio “complicazioni affari semplici”, intervengono sulla gestione della mobilità come se fossimo Milano con un piano che non serve a nulla e che parte dalla fine, le ztl, senza avere prima costruito i presupposti per la riduzione del traffico veicolare. Sommata al disastro degli interventi in città, alcuni catastrofici come il recupero di Piazza Santa Maria dei Battutti, questa pedonalizzazione ha tutte le carte in regola per isolare la città e rendere Treviso un luogo pressocchè irraggiungibile e non fruibile”. Lo ha detto oggi Mario Conte, capogruppo in consiglio comunale della Lega Nord-Liga Veneta, che boccia senza appello la nuova fase sperimentale di gestione delle zone a traffico limitato proposta dalla Giunta.

“Dico sì alla pedonalizzazione e sì alla limitazione del traffico delle auto in centro se questi fossero i passi conclusivi di un progetto complessivo, fondato sulla realizzazione di veri parchggi scambiatori, sul potenziamento del servizio di trasporto pubblico, su una idea di città che la riempia di contenuiti e fruibilità non solo al sabato e alla domenica, quando la gente a Treviso ci viene comunque, ma anche durante il resto della settimana. E se ci fosse una idea di rilancio delle attività economiche intorno a cui costruire un vero e proprio network dell’offerta come se si parlasse di un centro commerciale naturale quale è il centro storico. Qui invece siamo alla solita improvvisazione, progetti roboanti e costosi slegati tra loro, senza una visione strategica. Cosa vuol dire dividere la città in due zone? Ma  ci si rende conto che stiamo parlando di un ambiente corcoscritto, di un centro storico che si attraversa da parte a parte in massimo 15 minuti a piedi. Può una città così essere oggetto di un progetto da metropoli?”.

“Per non parlare del caos relativo alle autorizzazioni, che corre il rischio di abbattarsi come una ghigliottina soprattutto sugli anziani. Le prime reazioni alla realizzazione dei parchi elettronici e alle modalità con cui ci si deve registrare per potersi muovere in città con l’auto sono all’insegna dello smarrimento e della confusione. Ne’ è chiaro quello che succede per chi viene da fuorui. Quella del periodo di sperimentazione è poi una foglia di fico, il punto vero è che con i varchi elettronici cominceranno a fioccare le multe ed è probablmente quello che interessa alla giunta: comincire, a partire dall’estate, a fare cassa. Dove è il piano per i parcheggi scambiatori che rendano le ztl una cosa sostenibile? Dove è il piano di messa in efficienza del trasporto pubblico all’interno e intorno a una città che dopo le otto e mezza di sera non ha più autobus circolanti? Dove sono i contenuti che dovrebbe riempire quel bel vuoto spinto che è diventato il concetto ormai trito e ritrito per cui “Treviso è un gioello”.

Perché il punto è esattamente questo: le motivazioni per cui si è arrivati alle ztl, malgrado i forti dubbi degli operatori economici e dei residenti, è debolissimo. Manildo e l’assessore Camolei dicono che senza auto si fa più shopping, come se fossero cinque divieti di accesso a far venire voglia di spendere soldi ai cittadini. Treviso città più vivibile perchètutti vanno in biccletta e a piedi? Forse residenti, perché il rischio di dare l’idea di una città difficilmente inaccessibile sfinirà per scoraggiare chi viene da fuori. Faranno del centro storico l’isola felice di quei pochi che ormai possono permettersi di vivere dentro le mura. Treviso più bella? Se è questa la preoccupazione, come fa la giunta a continuare ad affidarsi a Contarina, che ci costringe a violentare ogni giorno l’aspetto delle nostre piazze e delle vie medioveali con  filari di bidoni della spazzatura sporchi e maleodoranti, diventati l’orinatoio di cani e balordi, esposti da tardo pomeriggio fino alla mattina successiva,  per non dire della città lasciata sporca come non si era mai visto prima?”.

“A Ca’ Sugana, tra il non saper fare e il ruidicolo dicono di volersi rifare al modello Oslo. Il bello è che non sanno quello di cui parlano:  Oslo è una capitale, il percorso per la pedonalizzazione della città è durato 15 anni ed è inizato con investimenti sui parcheggi e sul trasporto pubblico, accessibile e poco costoso. Qui si parte della coda imponendo in uno spazio ridotto come quello del nostro centro regole da grande città. Senza contare, infine, come sia stato tutto imposto senza un confronto vero. Invece di tenere in considerazione le opinioni , i dubbi e i suggerimenti di residenti e operatori economici, Manildo va avanti considerando nemici quelli che non la pensano come lui. Ma le nemesi del 2018, per questi dilettanti allo sbaraglio, ormai è dietro l’angolo”.   

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