Opuscolo discriminatorio per le famiglie: la Consulta smentisce Calesso

Fratelli d'Italia risponde per le rime alla segnalazione fatta nei giorni scorsi dall'esponente di Coalizione Civica sull'opuscolo per i diritti dell'infanzia di Treviso

In foto: l'opuscolo finito al centro della polemica

«Una notizia che è passata in sordina in questi giorni è la sentenza della Consulta nella quale si chiarisce definitivamente che l’omogenitorialità nell'ordinamento giuridico italiano non esiste perché i bambini sono soggetti di diritto e non un diritto di adulti egoisti. Cosa farà dunque Luigi Calesso e la lista Coalizione Civica?»

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A chiederselo è Giovanni Battista Patete, direttore provinciale di Fratelli d'Italia Treviso che ha risposto per le rime al commento di Luigi Calesso sul volantino distribuito dal Comune nelle scuole primarie della città. «Dopo aver denunciato sui quotidiani e segnalato all’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni che l’opuscolo del comune di Treviso sui diritti dei bambini, distribuito alle scuole primarie della città è discriminatorio perché parla di mamma e papà e non di genitori. Addirittura spingendosi a definire la famiglia naturale come una “visione retrograda, antiquata e anacronistica”, perché a suo dire una parte del libricino “è discriminatorio nei confronti delle famiglie omogenitoriali”. Secondo Calesso le parole papà e mamma sono discriminatorie, io invece credo che con le sue dichiarazioni siamo all'assurdo, vorrei tanto sapere se i figli lo chiamano genitore uno, genitore due o altro. E questa mia personale convinzione ha trovato conferma nella sentenza della Corte Costituzionale del 23 ottobre n. 221 che ha ritenuto che, non può considerarsi irrazionale e ingiustificata, in termini generali, la preoccupazione legislativa di garantire, a fronte delle nuove tecniche procreative, il rispetto delle condizioni ritenute migliori per lo sviluppo della personalità del nuovo nato. In questa prospettiva, che una famiglia ad instar naturae (due genitori, di sesso diverso, entrambi viventi e in età potenzialmente fertile) rappresenti, in linea di principio, il “luogo” più idoneo per accogliere e crescere il nuovo nato non può essere considerata, a sua volta, di per sé arbitraria o irrazionale. E ciò a prescindere dalla capacità della donna sola, della coppia omosessuale e della coppia eterosessuale in età avanzata di svolgere validamente anch'esse, all'occorrenza, le funzioni genitoriali. Ora Calesso dirà che anche la Corte Costituzionale è discriminatrice?» conclude il direttore di Fratelli d'Italia Treviso.

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