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«In altre città sindaci in marcia con la comunità Lgbtqia+, a Treviso Conte se ne va al mare»

Zabai e Bazza (Pd) all'attacco del sindaco: «Non si può continuare nell’ambiguità di aperture e confronti a parole ma tirarsi sempre indietro quando c’è da metterci la faccia o la firma». Sulla stessa linea anche Treviso civica con Maria Buoso

«Sabato 17 giugno si tiene la più grande manifestazione annuale per i diritti civili che la nostra città ospita. Un’occasione per manifestare il proprio orgoglio nell’essere liberi di essere se stessi, di amare chi si vuole e di non subire per questo trattamenti di serie b. Per questo è importante che le istituzioni che rappresentano i cittadini di Treviso, tutti i cittadini, ci siano. Il Sindaco Mario Conte, glielo ricordiamo, è il sindaco di tutti i trevigiani. Ci accusa di fare polemiche stucchevoli, ma di stucchevole c’è solo il suo equilibrismo sul tema dei diritti civili» così in una note Marco Zabai e Carlotta Bazza consiglieri comunali del Partito Democratico tornano all'attacco del sindaco dopo il divieto ad indossare la fascia da consiglieri comunali imposto dal presidente del consiglio comunale, Antonio Dotto.

«Garantire sostegno e spazi alla manifestazione non è una gentile concessione, ma il minimo che ci si aspetta, e in ogni caso rimane un fatto inequivocabile: mentre città come Padova, Verona, Roma, Milano hanno visto il Sindaco marciare a fianco della comunità LGBTQIA+, quello di Treviso se ne andrà al mare. Non si può continuare nell’ambiguità di aperture e confronti a parole ma tirarsi sempre indietro quando c’è da metterci la faccia o la firma. Farsi supportare in questo poi da un ex sindaco che parlava di “pulizia etnica per i culattoni” è ancora più indicativo» continuano Bazza e Zabai «Noi saremo in piazza, come rappresentanti dei cittadini di Treviso, portando simbolicamente una fascia arcobaleno, visto che non ci è stato permesso di indossare quella ufficiale. Per noi non ci sono trevigiani di serie b e siamo orgogliosi di esprimerlo in ogni forma. W il Treviso Pride!».

«Treviso civica aderisce al Treviso Pride perché in Italia e anche nella nostra città c’è ancora molta strada da fare per l’affermazione dei diritti, per far sì che tutte e tutti siano considerati uguali, che possano vivere con serenità senza temere che la loro diversità dalla narrazione dominante sia considerata un pericolo, un disordine, una devianza. Treviso può e deve essere una città ancora più aperta e accogliente» commenta invece Maria Buoso di Treviso civica «Nessuno deve rischiare la vita, aver paura, nascondersi perché non si sente accettato. Ci auguriamo che cittadine, cittadini e l’amministrazione che li rappresenta siano aperti ad un dialogo sempre rispettoso nelle parole e nei comportamenti, a partire da quelli che provocano sofferenze e ingiustizie verso chi consideriamo diverso da noi. L’arrivo del corteo in Prato della Fiera è una scelta intelligente e lungimirante perché il Prato è uno spazio aperto, di tutte e di tutti, che da più di mille anni accoglie ogni sorta di diversità, di persone che vengono da lontano, nelle Fiere che continuano ad avervi luogo».

Fascia da consigliere al Pride No, fascia tricolore per qualsiasi inaugurazione Sì

«Il presidente del Consiglio Comunale Antonio Dotto» scrive Gigi Calesso, Coalizione Civica per Treviso «è persona capace e corretta e quanto ha affermato rispetto all’utilizzo della fascia da consigliere comunale al Treviso pride di domani corrisponde al dettato del regolamento del Consiglio Comunale, salvo per un particolare, la possibilità prevista dal comma 3 dell’articolo 70 (che regola, appunto, l’utilizzo delle fasce): “E’ facoltà del presidente del consiglio prescrivere l’uso della fascia anche in occasione della celebrazione di ricorrenze di particolare rilevanza diverse da quelle di cui al precedente comma.” Immagino di tratti della facoltà di cui ci si è avvalsi per consentire l’utilizzo della fascia ai consiglieri comunali che hanno partecipato alla sfilata degli alpini durante l’adunata nazionale del 2017 ospitata in città. Era proprio impossibile che la stessa facoltà venisse concessa ai consiglieri comunali che parteciperanno domani al corteo del Pride? Ma quello che appare ancora meno comprensibile rispetto alla “rigidità” regolamentare nell’utilizzo della fascia da consigliere comunale è, al contrario, il numero e la vastissima tipologia di occasioni in cui Sindaco, assessori e consiglieri comunali utilizzano la fascia tricolore. Oltre che nelle manifestazioni ufficiali, infatti, la fascia tricolore del Sindaco della Città spunta frequentemente, indossata da lui o da un assessore o consigliere delegato, nelle più svariate occasioni: inaugurazioni di negozi, pubblici esercizi, sedi di altre attività economiche, aperture di mostre e rassegne di qualsiasi ordine e grado… Visto che l’utilizzo della fascia tricolore non mi risulta sia regolamentato dal Comune, forse sarebbe il caso di adeguarne l’utilizzo a quello previsto per la fascia dei consiglieri comunali o, comunque, di stabilire in quali occasioni può essere utilizzata dal Sindaco o da un suo delegato, magari facendo riferimento alla legislazione che disciplina la materia (e che non mi pare sia così “largheggiante”)».

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