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Treviso, i costi dell'accoglienza nella provincia. Perchè non spenderli per i Trevigiani?

Lettera del comitato "Prima i trevigiani": la gestione delle due caserme, la Zanusso di Oderzo e la Serena di Casier, costano intorno ai 10 milioni di euro l'anno

TREVISO Leggiamo in un articolo (allegato) nella sezione “Nord-Est” del Gazzettino del 23 gennaio 2017, che i costi dell'accoglienza in provincia di Treviso, per quanto riguarda solamente le due caserme, la Zanusso di Oderzo e la Serena di Casier, si aggirano intorno ai 10 milioni di Euro l'anno. In primis, prendiamo atto che per la nostra provincia l'accoglienza di solo 700 migranti clandestini (e non profughi) costa allo Stato Italiano, ossia a noi tutti, 10 milioni di Euro, come riportato nel già citato articolo. Il costo è quindi pari a 14.285,71 € annui per ogni clandestino in attesa di responso sulla domanda di asilo; domanda che, è bene sottolinearlo, viene rigettata nella maggioranza dei casi (superiore al 90%) per mancanza di requisiti.

Per i pochi aventi diritto lo Stato non assicura più alcun mantenimento, ragion per cui, terminato l'iter (che può raggiungere i 24 mesi) il profugo (non clandestino) si deve "arrangiare", ossia lavorare (per quel poco che è possibile, vista l'attuale situazione di crisi), mendicare o delinquere. Gli altri, quelli effettivamente clandestini o vengono rimpatriati a nostre spese o si "disperdono nell'ambiente" (vedesi ex mobilificio Aiazzone di Firenze). Quindi, per usare il termine "vale" il Gazzettino (o le cooperative interessate) avrebbe dovuto farci sapere quanti posti di lavoro verranno creati dalle cooperative citate con un simile investimento di denaro; è nostra modesta opinione che non siano più di qualche decina. Calcolando (con molta larghezza) un costo medio di 30 mila Euro annui per dipendente, potremo concludere che con la somma di cui sopra potremo dare lavoro a 333 trevigiani per un anno.

Proiettando a livello nazionale i dati di cui sopra, per i 180.000 clandestini che sono stati accolti nel nostro Paese nel corso del solo 2016, otterremo un "costo" di € 2.571.427.800,00 (per semplificare, stiamo parlando di più di due miliardi e mezzo di Euro) concernente il solo loro vitto, abbigliamento ed alloggio. Il che significa che potremo dare lavoro ad 85.714 disoccupati Italiani per anno, Trevigiani compresi. I dati potrebbero variare in aumento o diminuzione a seconda dei flussi di clandestini che si verificheranno nell'anno in corso.

Ovviamente non abbiamo considerato tutte le altre voci di costo (personale statale impiegato, logorio dei mezzi pubblici, infrastrutture, rimpatri, ecc.) e non teniamo conto dell'impatto sociale, del rischio terrorismo, dell'incremento della delinquenza, dell'utilizzo delle strutture sanitarie, ecc. Se, poi, lasciamo perdere i posti di lavoro effettivamente creati e i costi diretti/accessori, potremo dire che con la somma di 2,5 Miliardi di Euro lo Stato potrebbe per esempio intervenire nelle aree terremotate del Centro Italia ricostruendo quanto distrutto dalle forze della natura, riparando il riparabile, mettendo in sicurezza opere d'arte di inestimabile valore che rappresentano la nostra storia, creando servizi efficienti che sappiano far fronte alle calamità naturali che da sempre si abbattono su tali zone.

Se si agisse in tal modo, alla prossima abbondante nevicata potremo garantire ai locali, per fare un semplice esempio, l'erogazione continua della corrente elettrica, i servizi telefonici, la somministrazione di rifornimenti indispensabili e, non ultimo, lo sgombero costante della neve caduta; ciò senza attendere il sopravvenire di una valanga che stermini qualche decina di persone. Detto questo, una nota conclusiva che consente di "cucire" tutto quanto sopra detto. I media ci hanno letteralmente "bombardato" con le immagini di 10 richiedenti asilo che di nuovo vestiti con le sgargianti tute della Croce Rossa si sarebbero offerti di "dare una mano" alle Forze Armate, ai Vigili del Fuoco ed alla Protezione Civile impegnati nelle aree colpite dai recenti eventi atmosferici.

Evidentemente qualcuno si è reso conto della disparità di trattamento riservata agli indigeni abruzzesi, marchigiani e laziali rispetto ai migranti clandestini e ha deciso di neutralizzare il giusto e montante risentimento dell'opinione pubblica imbastendo un "quadretto" falsamente deamicisiano. Quindi, è stato deciso di prendere i primi dieci malcapitati (possibilmente di pelle scura al fine di renderli maggiormente visibili), dotarli di abbigliamento invernale, munirli di pala ed inviarli in zona di operazioni (peraltro senza alcuna competenza in merito e senza alcun addestramento) al fine di dimostrare che i migranti clandestini sono, come affermano tutti i buonisti in malafede, una "risorsa", dal momento che contraccambiano (gratuitamente ?) quanto generosamente ricevuto dal popolo italiano, una volta che quest'ultimo viene colpito dalla mala sorte .

Si è trattato di uno spot ingenuo ed allo stesso tempo penoso, con il quale si è mancato di rispetto perfino a quei dieci individui che nelle foto comparse nei social network avevano uno sguardo assai poco convinto ed entusiasta della parte che erano chiamati a recitare. Per essere convincente lo spot avrebbe dovuto avere come protagonisti non 10 richiedenti asilo, ma "battaglioni" di richiedenti asilo volontari, entusiasti ed inquadrati gratuitamente; ciò non solo in funzione dell'attuale emergenza, ma anche di quelle di agosto, ottobre e di tutte quelle che si sono verificate prima e che inevitabilmente si verificheranno in futuro.

Infatti, indipendentemente da quanto detto in tema di costi economici e sociali, a chi ti ha salvato e ti mantiene (anche se solo modestamente) ossia al Popolo Italiano, non si può rispondere "no money = no work" Se, poi, volessimo astrarre dagli innumerevoli motivi che ci inducono ad essere contrari all'accoglienza indiscriminata fin qui praticata, dovremo domandarci qual è l'utile che che le cooperative citate dal Gazzettino si ritagliano sugli 29,85 e 27,85 Euro che ricevono per ogni clandestino al giorno.

Siamo convinti che se lo Stato gestisse direttamente il fenomeno (che noi reputiamo una iattura) i costi sarebbero certamente inferiori, i controlli superiori e migliori le condizioni assicurate ai fruitori dei servizi somministrati (vedesi Cona). Purtroppo, la classe dirigente sinistroide (laica e cattolica) attualmente al governo, assistita da buona parte dei media opportunamente “appecoronati”, preferisce trarre un utile dal fenomeno migratorio, che non intende minimamente limitare, sovvenzionando il mondo cooperativo che riconoscente le restituisce il favore fornendo voti e garantendo il "consenso" (vedesi Mafia Capitale).

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