Il calcio a Monigo? Bonavina: «Idea da non prendere in considerazione»

L'assessore allo sport del Comune di Padova ed ex capitano biancoceleste è intervenuto ieri, 10 maggio, ad un incontro a sostegno del candidato sindaco Nicolò Rocco che ha lanciato l'idea di un assessore che si occupi esclusivamente di sport e spazi nei quartieri sul modello del campo Eolo di Santa Maria del Rovere

Il destino dello stadio Tenni è stato un dei temi più caldi tra i candidati della campagna elettorali per le comunali trevigiane. Ieri, 11 maggio, l'assessore allo sport del Comune di Padova, Diego Bonavina (ex giocatore biancoceleste), nel corso di un incontro che si è svolto al ristorante "Ai Brittoni" a sostegno del candidato di Italia viva e Azione Nicolò Rocco (presente anche la senatrice Daniela Sbrollini), è tornato sul tema dell'impianto trevigiano.

«Quando sento andiamo a giocare a Monigo, c'è una proposta di andare a giocare a Monigo ricordo che io ho vissuto quell'esterienza: i primi sei mesi del campionato di serie B (stagione 1997/98 ndr) sono stati giocati a Monigo e gli ultimi due mesi di quei sei mesi vi posso assicurare che tra noi giocatori non si parlava altro che di tornare al Tenni» ha sottolineato Bonavina «perchè quando giocavamo a Monigo c'erano 5mila spettatori e alla prima partita al Tenni ce n'erano 10mila. Capite che anche per la città e ama lo sport in generale, penso che non sia da prendere in considerazione un'idea del genere. Io rispetto tutte le proposte, anche perchè, ed è il motivo per cui sono qua, Nicolò è una persona a cui piace fare e credo questa sia la cosa più importante in una città come Treviso».

«C'è un valore affettivo, il calcio deve rimanere al Tenni» ha aggiunto Rocco (anche lui ex giocatore del Treviso, fino alla categoria Giovanissimi) «anzi, quello stadio deve vivere di più, dando spazio all'attività di base». Il candidato sindaco ha poi rilanciato la problematica degli spazi riservati allo sport per i giovani (il modello da riproporre nei quartieri trevigiani è quello del parco "Eolo" di Santa Maria del Rovere), una cittadella dello sport (progetto di cui si era già discusso durante il mandato del sindaco Manildo) e proponendo l'istituzione di un assessorato esclusivamente dedicato a questo tema.

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