Sardine, Pelloni (PD): «Sindaco come il Re Sole, non accetta pensiero diverso dal suo»

L'attacco del capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Comunale a Treviso

Stefano Pelloni

«Le dichiarazioni di questi giorni del sindaco Conte lasciamo sinceramente senza parole -dichiara Stefano Pelloni, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Comunale- crede di essere il Re Sole e che tutti i trevigiani girino attorno a lui, invece mi duole informarlo che la manifestazione era indirizzata verso altri temi. Nella piazza c’erano tanti trevigiani che la pensavano diversamente da lui, ma questo non significa che lo abbiano insultato. Deve cominciare ad accettare che qualcuno possa non avere le sue idee politiche». «Il sindaco è stato da poco nominato presidente dell’Associazione dei Comuni del Veneto -continua il capogruppo Dem- sarebbe bello che ogni tanto deponesse la tessera di partito e parlasse come sindaco di tutti i trevigiani, anche dei non leghisti. Gli consiglio invece di cogliere con favore la piazza di sabato: ha visto una straordinaria partecipazione da parte dei trevigiani e penso che non possiamo che rallegrarci di fronte ad un nuovo interessamento per la politica da parte di tante persone, soprattutto giovani». «Gli organizzatori trevigiani della manifestazione di sabato pomeriggio sono stati schedati nei siti online di estrema destra a livello nazionale -conclude Stefano Pelloni- più che fare l’offeso per insulti inesistenti, consiglierei al sindaco di considerare i veri elementi preoccupanti dal punto di vista dell’intimidazione politica».

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«Sabato a Treviso abbiamo visto una piazza allegra e festosa, determinata ma pacifica, con tanti giovani, anziani, famiglie e bambini.  Si respirava una bella atmosfera e non ci sono stati insulti né tantomeno cori fascisti. Sono assurdità, il sindaco Conte dovrebbe cambiare informatori oppure la prossima volta partecipi direttamente, eviterebbe figuracce come questa». Così Andrea Zanoni commenta le critiche rivolte dal primo cittadino e da altri esponenti leghisti alla manifestazione di sabato scorso in piazza Borsa, promossa dal movimento delle sardine, cui ha partecipato il consigliere regionale del PD. «Un presidio senza bandiere e con qualche cartello ironico, ma senza offese: capisco che il Carroccio e i suoi alleati preferiscano buttarla in caciara, una piazza stracolma, oltre ogni aspettativa, nel capoluogo della provincia più leghista d’Italia è un affronto insopportabile, uno smacco per il partito di Zaia e Salvini. Nessuno ci credeva e allora meglio inventare fatti mai accaduti. È stata invece un’occasione per ribadire certi valori, l’antifascismo e l’antirazzismo, scritti nella nostra Costituzione e che dopo oltre 70 anni dalla sua entrata in vigore pensavamo fossero assodati. Purtroppo non è così e ancora oggi è necessario manifestare contro l’odio e l’intolleranza sparsi a piene mani, come lucida strategia elettorale, da una precisa parte politica. Cercare un nemico, alimentare la guerra tra poveri è funzionale all’azione amministrativa della Giunta Zaia, in modo da far passare sotto silenzio le scellerate politiche ambientali, sanitarie e agricole e i gravissimi danni per il territorio, anche dal punto di vista economico, che gravano e graveranno sulle attuali e soprattutto sulle future generazioni».

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