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Lunedì, 17 Giugno 2024
Politica Centro / Piazzetta Aldo Moro

In 500 ad accogliere Elly Schlein a Treviso. De Nardi carica i suoi: «Siamo in forte recupero»

In una piazzetta Aldo Moro gremitissima la segretaria del Partito Democratico (giunta con un'ora di ritardo) torna ad attaccare sull'autonomia ma anche su sanità, casa e diritti civili. Il candidato del centrosinistra: «Non basta fare manutenzione, bisogna creare i presupposti per lo sviluppo»

«Ciao Treviso, bentrovata, ti trovo splendida». E' il saluto della segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, alle almeno 500 persone che oggi, 7 maggio, l'hanno accolta (dopo un'attesa di circa un'ora rispetto al programma previsto) in piazzetta Aldo Moro, nel cuore del centro storico di Treviso, per un breve comizio per sostenere il candidato del centrosinistra, Giorgio De Nardi, in vista delle elezioni comunali del 14 e 15 maggio. Dal palco è stato proprio l'imprenditore a cercare di caricare i suoi sostenendo di essere «in forte recupero» e chiedendo a tutti di andare a votare. Schlein, nel corso del suo intervento, ha spaziato tra i temi che sono caldi anche nel capoluoogo della Marca: la questione abitativa, la sanità, la scuola, i diritti civili e anche una dedicapartigiano Eros, Umberto Lorenzoni, da lei conosciuto anni fa. In piazza ci sono i candidati e tutti i big del Pd della Marca e non solo, da Giovanni Tonella a Leone Cimetta, passando per Alessandro Zan, Rachele Scarpa, Andrea Martella, Andrea Zanoni, i consiglieri comunali uscenti Antonella Tocchetto e Stefano Pelloni. Presente anche un ex segretario Pd, Piero Fassino, oltre a tantissimi curiosi richiamati in città dagli eventi della giornata.

La piazza gremita

Prima di salire sul palco dove è stata applaudita e acclamata, Elly Schlein (che indossava jeans, una camicia dai colori rosso, blu, nero e bianco, Stan Smith Adidas bianche ai piedi e occhiali Rayban) ha concesso una breve battuta ai tanti giornalisti presenti per l'occasione. Sull'autonomia differenziata Schlein ha ribadito la sua posizione. «La mia posizione è ben nota, siamo assolutamente contrari a questa forzatura di Calderoli che ha scavalcato il confronto con le regioni e il parlamento» ha detto la segretaria «e pensiamo che quella proposta divida ulteriormente il Paese che ha invece bisogno di essere ricucito nelle sue fratture».

Schein è tornata anche al suo recente attacco sui rapporti tra Eni ed Egitto e alle considerazioni del AD, Descalzi. «Ho sentito dire che sono paesi che se dai, ricevi» chiosa la segretaria Dem «ma voglio chiedere se tra le cose da dare per ricevere è considerata anche l'impunità dei torturatori e assassini di Giulio Regeni, un ricercatore italiano ed europeo su cui ancora, dopo anni, portiamo ancora questo braccialetto al polso per chiedere verità e giustizia, o la liberazione di Patrick Zacky oppure di smettere di calpestare i diritti fondamentali di tante e di tanti egiziani, per legittimo dissenso. Chiedo anche al governo se questa sia la strada che intende intraprendere come strategia energetica per il futuro dell'Italia. Io penso che passare dalla dipendenza delle fonti fossili di Putin e della Russia, alla dipendenza di fonti fossili di altri regimi non sia la soluzione per questo un Paese che ha invece un grandissimo potenziale non sfruttato sull'energia pulita e rinnovabile, democratica e chiedo quindi che cosa aspettano per mettere in campo un piano di infrastrutturazione dell'energia rinnovabile di questo Paese. Io penso che l'Italia non possa considerare la verità e la giustizia sull'omicidio e le torture di Giulio Regeni e la mancata collaborazione dell'Egitto che ancora non fornisce indirizzi per gli imputati sul processo sulla morte e l'uccisione e la tortura di Giulio Regeni, non penso che possa considerare quella mancata collaborazione un prezzo da pagare sull'altare degli interessi economici».

«Tutti mi chiedono chi me l'ha fatto fare? La mia è una scelta di coraggio, non certo di convenienza. Perchè sono un imprenditore di un'azienda che va molto bene però la chiamata che è arrivata mi ha portato a parlare in termini diversi» ha spiegato Giorgio De Nardi durante il suo intervento «non basta la manutenzione, abbiamo bisogno di uno sviluppo concreto, non accontentiamoci della manutenzione, è da trent'anni che la facciamo. Come vogliamo la Treviso del futuro? Questo dobbiamo decidere Ci vuole visione, strategia, uno sviluppo concreto. Noi vogliamo una città nord-Europea». E poi ancora scuole aperte fino a sera, un richiamo all'associazionismo, («una risorsa non sfruttata») e all'università che così com'è secondo De Nardi è «ne' carne ne' pesce». «Siamo in forte recupero grazie al lavoro di sei liste e 173 candidati»: ha spiegato.

L'intervento dal palco

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