Veneto assente dal governo: «Distacco con il paese reale potrebbe divenire insanabile»

L'intervento di Stefano Marcon, presidente della provincia di Treviso

Stefano Marcon

Se la politica perde la sintonia con i territori e con i cittadini tradisce se stessa e danneggia le Istituzioni. Lo sappiamo bene, Sindaci e amministratori locali, sono chiamati ogni giorno ad assumere decisioni concrete, al servizio dei cittadini, nel difficile compito di conciliare regole, aspettative e ricerca del bene comune. Indubbiamente il rispetto delle regole costituzionali non possono che essere l’unico faro che può orientare le scelte del Presidente della Repubblica, che ha sempre svolto pienamente e correttamente le sue funzioni. Ma la nascita del nuovo Governo, che appare più ispirato, per le parole stesse dei rappresentanti delle due maggiori forze politiche della nascente nuova maggioranza parlamentare, anziché da programmi condivisi, dall’obiettivo di fermare la volontà di cambiamento emersa in modo netto dalla volontà popolare in tutte le ultime consultazioni elettorali e specificamente contro il “rischio” della vittoria della Lega, è frutto di quella  “politica politicante”, che guarda a se stessa e alla propria autoconservazione e non al rispetto della sovranità popolare.

Incomprensibile per i cittadini la spregiudicatezza con cui si passa da un’alleanza di Governo, fondata su un difficile accordo di programma, ad un nuova con una forza politica che si è opposta a tutte le scelte finora compiute dal Governo e sostenute convintamente dal Presidente del Consiglio e dal Movimento 5 Stelle; quello stesso Presidente e quello stesso Movimento che adesso offrono garanzie di discontinuità e di svolta rispetto alle scelte e alle politiche da loro stessi volute e sostenute. Il Presidente Conte appare una sorta di novello “Giano bifronte”, che guarda a destra e sinistra, che passa dal Governo del cambiamento e del fare al Governo del ricambiamento e del rifare. Ed è questa eredità e ambiguità, come ben ha descritto Carlo Nordio nel suo editoriale di oggi, ciò che rappresenta un grandissimo ostacolo alla navigazione del nascente Governo, che dovrà assumere decisioni su temi fortemente caratterizzanti, quali ad esempio la gestione dei flussi migratori e dell’accoglienza. C’è un tema di fondo che non possiamo trascurare: la rappresentanza politica del Nord nel Governo del Paese. Le istanze delle categorie economiche e imprenditoriali, l’autonomia differenziata alle tre Regioni, l’attuazione del principio di sussidiarietà e il rafforzamento delle Autonomie Locali, Comuni e Province, le politiche fiscali: se non arrivano presto risposte concrete ed efficaci, il distacco tra Governo e paese reale potrebbe divenire insanabile. Le divergenze e l’inconciliabilità fra le posizioni dei due partiti che sostengono il nuovo Governo non annunciano alcunché di positivo. La paura di tornare al voto e di consentire il pieno esercizio della sovranità popolare può essere un forte legante, ma solo di breve durata. La frattura, però, quando arriva, può avere pesanti conseguenze.

Stefano Marcon, presidente della provincia di Treviso

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