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Michela Nieri

Michela Nieri

«Mentre il mondo guarda al futuro, la nostra città si ispira al medioevo»

Il consigliere comunale del PD, Michela Nieri, si scaglia contro la mozione che impegnerebbe il Comune di Treviso a sostenere campagne antiabortiste e contro le famiglie omosessuali. Losappio (M5S): «Conte ha tradito le promesse elettorali»

«La mozione presentata dal consigliere Zanini rappresenta in modo esemplare il momento buio che la politica nazionale, di cui quella locale è lo sbiadito specchio, sta attraversando -afferma Michela Nieri, consigliere comunale PD di Treviso- Le esternazioni in materia di famiglie, orientamenti sessuali, genitorialità e interruzione della gravidanza, paiono costituire un colpo di spugna sulla naturale evoluzione laica dello stato, simbolo della modernità dei tempi. Le parole del dott. Zanini, frutto di un’analisi dettata dall’istinto ma non dal buon senso, sono permeate da uno spirito integralista, anacronistico, incompatibile col tessuto sociale attuale, laddove convivono pacificamente, tutelate dall’ordinamento, nuclei familiari di diversa natura».

«Governare una città, significa rappresentare tutti i cittadini, di qualsiasi credo religione, razza, orientamento sessuale siano -continua la Nieri- Mi sembra, però, che questa amministrazione se ne sia dimenticata, cancellando i diritti dei cittadini o semplicemente fingendo che alcune realtà non esistano. Si tenta goffamente di fare un balzo indietro di cinquant’anni, quando ancora imperava il principio dell’indissolubilità del matrimonio e si dava per scontata la naturale soggezione della donna al volere maschilista. La legge 194 afferma la libertà di scelta della donna, rappresentando una vittoria del genere femminile. Anche questa mozione delle destre fa parte di quel disegno politico per limitare la libertà individuale. Per fortuna oggi ciascuno è libero di orientare il proprio comportamento come crede nel rispetto e nella tolleranza dei diritti altrui e per fortuna il mondo va avanti con o senza qualche sparuto gruppo di nostalgici in preda a una forma di esaltazione religiosa fuori dal tempo».

CALESSO: STOP AI PILLON DE NOALTRI «Indigna ma non stupisce, purtroppo -scrive Luigi Calesso- la notizia che consiglieri della maggioranza di centrodestra hanno presentato una mozione in materia di interruzione della gravidanza e di orientamento sessuale che fa impallidire quella al centro delle polemiche qualche mese fa nel Consiglio Comunale di Verona. I Pillon “de noantri” si preparino, però, a non avere vita facile in Consiglio Comunale, dove spero ci sia una immediata reazione delle forze democratiche e soprattutto in città dove conto ci sia quanto prima una grande mobilitazione democratica contro questi tentativi di ritorno al passato che cozzano contro la Costituzione, le leggi in vigore e perfino il carattere laico dello Statuto della Città di Treviso. Capisco perfettamente che i consiglieri di maggioranza, esclusi da qualsiasi facoltà decisionale in materia amministrativa e autorizzati, in pubblico, unicamente a lodare l’attività di Sindaco e Giunta, debbano “inventarsi” qualcosa per ricordare la propria esistenza ai loro elettori. Così è nata la modifica al regolamento di polizia urbana sui divieti alla Loggia dei Cavalieri e così nasce adesso la mozione dei seguaci di Pillon e Fontana. Non può non indignare, però, il fatto che questo tentativo di “dimostrare l’esistenza in vita” si consumi tentando di metter in discussione diritti (dall’interruzione di gravidanza alle unioni civili, dal rispetto dei diversi orientamenti sessuali alla procreazione assistita). Ancora una volta, si consuma in particolare sulla pelle delle donne e degli omosessuali il tentativo di mettere al centro dell’azione amministrativa una idea di “famiglia tradizionale” che è completamente superata dai fatti, dall’esistenza di famiglie di tanti tipi, dalla quotidianità di donne e uomini di diverso orientamento sessuale, tutti capaci di amore per i loro compagni e le loro compagne e per i loro figli. Sono certo che la città risponderà all’appello contro il tentativo di far passare in Consiglio Comunale parole d’ordine medievali che mettono in discussione diritti faticosamente acquisiti ma ormai entrati a far parte da anni o da decenni delle regole della nostra convivenza sociale. Non lasceremo che questa maggioranza di centrodestra, magari con la complicità della Regione o del governo Salvini-Fontana, faccia ripiombare la città nel passato che nel 2013 ha faticosamente abbandonato con la vittoria elettorale del centrosinistra. Noi di Coalizione Civica per Treviso saremo in prima fila in questa battaglia come siamo stati in prima fila nel precedente mandato amministrativo per far approvare il regolamento delle unioni civili e quello delle disposizioni di fine vita e perché l’amministrazione Manildo concedesse il patrocinio al Treviso Pride. E’ stato costruito in questa città un patrimonio di tolleranza, di apertura, di inclusione che non permetteremo venga messo in discussione per garantire la sopravvivenza politica di qualche consigliere comunale che non contando niente nelle scelte amministrative deve trovare qualche motivo per far parlare di sé».

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