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Unioni civili e Gay Pride: la città di Treviso e la politica locale si dividono

Sulle unioni civili, l'On. Casellato ha dichiarato: “No alle ideologie contrapposte, favoriamo dialogo e apertura”. Il consigliere Rocco: "Sui diritti l'Amministrazione parla coi fatti"

TREVISO In questi giorni segue il dibattito, anche a Treviso, sulle unioni civili, tema in discussione al Senato che sta esaminando il DDL Cirinnà, cha approderà in aula la prossima settimana. A Treviso, città che ospiterà il Gay Pride nel prossimo giugno, l’opinione pubblica si divide però sui contenuti del disegno di legge, ma anche sull’opportunità della manifestazione in programma. “Ho sottoscritto il manifesto del Treviso Pride e sono convinta che quella per i diritti civili è davvero una battaglia che dobbiamo portare avanti con fermezza, responsabilità e grande apertura – dichiara Floriana Casellato deputato del Partito Democratico – Evitiamo che il dibattito cada in uno scontro tra ideologie sia tra la gente che in Parlamento. Per evitarlo bisogna guardare alla concretezza della vita di molti italiani e rispondere ai dubbi invece che sollecitarli.” 

“Manifestare pubblicamente, in maniera civile e democratica, le proprie idee rivendicando, allo stesso tempo, una parità di diritti che ancora oggi è disattesa, non solo è auspicabile, ma è importante espressione di libertà e civiltà. E’ per questo  - continua Casellato – che il Pride di Treviso non deve essere ostacolato. Invito il Sindaco Manildo e la sua Giunta a confermare il patrocinio e collaborare con l’organizzazione, perché diventi una giornata di festa, nel rispetto di tutti.” “Sono del parere che il ddl Cirinnà debba essere votato così come concepito, compreso l’articolo sulla stepchild adoption che, così come espresso, tutela davvero i soggetti più deboli, cioè i bambini – prosegue l'On. Casellato – E’ sicuramente un tema che può e deve interrogare le coscienze di tutti, senza però mettere veti inutili o creare allarmismi inesistenti. Faccio riferimento alle ipotesi di maternità surrogata, o all’adozione per le coppie dello stesso sesso, elementi, questi, assolutamente non contenuti nel testo di legge. Non possiamo perdere altro tempo, considerando che, sui diritti civili, il nostro Paese ha accumulato un grave ritardo rispetto agli altri Paesi dell’Unione Europea". Dell'avviso contrario la Sen. Patrizia Bisinella di Fare!: ""Nessuna mediazione sulla Stepchild Adoption. Il nostro è e rimarrà un secco 'no' all'adozione omosessuale anche se dovessero essere presentate ipotesi di compromesso, che forse potrebbero rivelarsi ancor più dannose. Senza questa tematica, sulla regolamentazione dei diritti individuali per le unioni civili si sarebbe trovata larga maggioranza in Parlamento. Adozioni omosessuali e utero in affitto sono previsioni aberranti che hanno il solo scopo di minare l'istituto della famiglia naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna. Il movimento Fare!, il gruppo parlamentare e quello regionale - e in primis il Segretario Flavio Tosi, anche in qualità di Sindaco di Verona - aderiranno all'iniziativa del Family Day di sabato".

Il consigliere di Treviso Nicolò Rocco invece ha dichiarato quanto segue: «Negli ultimi giorni siamo partecipi di un dibattito cittadino che riguarda la Legge sulle unioni civili e la richiesta di organizzare un Gay Pride a Treviso. Penso che i due argomenti vadano tenuti distinti. Sulle unioni civili l’amministrazione Manildo si è dimostrata sensibile non a parole, ma con i fatti. Siamo passati da un sindaco leghista che invocava la pulizia etnica per gli omosessuali ad una coalizione in grado di estendere tutele per coppie che per anni hanno vissuto senza riconoscimento. Un provvedimento simile è stato un cambiamento culturale ancor prima che amministrativo. Sull’orientamento espresso dagli assessori in merito al patrocinio per il Gay Pride l’assicurarsi che la manifestazione sia rispettosa e non ceda a provocazioni è semplice buon senso. Ogni piazza merita rispetto perché espressione di democrazia e dibattito. Allo stesso tempo chi amministra una città deve farlo nel desiderio di tenere unità la propria comunità e questo orientamento a viene esteso a chiunque desideri il sostengo del Comune. Su questi temi penso che i cattolici trevigiani abbiano dimostrato grande sensibilità, cercando sempre, com’è missione di ogni cristiano, di alzare il livello del dibattito avendo come centralità della riflessione la tutela e la dignità della persona. Provocazioni nei confronti della diocesi sarebbero sbagliate e controproducenti. Concretezza e buon senso sono doti insite nei trevigiani. Il sindaco Manildo, il vicesindaco Grigoletto e gli assessori fanno bene ad utilizzarle come criterio per far crescere la città».

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