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Il caos vaccini a Casale

Il caos vaccini a Casale

Caos vaccini: «Zaia si assuma le proprie responsabilità senza fare il solito scaricabarile»

Ad affermarlo è Giacomo Possamai, capogruppo del Partito Democratico a Palazzo Ferro Fini, commentando lo sfogo del presidente della Regione dopo il caos prenotazioni per i vaccini sul nuovo portale unico

«Zaia non può fare ogni volta lo scaricabarile limitandosi soltanto a cambiare bersaglio: se c'è un problema nell'organizzazione della campagna vaccinale il primo responsabile è lui». Ad affermarlo è Giacomo Possamai, capogruppo del Partito Democratico a Palazzo Ferro Fini, insieme ai colleghi Vanessa Camani, Anna Maria Bigon, Jonatan Montanariello, Andrea Zanoni e Francesca Zottis, commentando lo sfogo del presidente della Regione dopo il caos prenotazioni per i vaccini sul nuovo portale unico. «Leggiamo di liti con il direttore generale della Sanità e con quelli delle Ulss: è inutile arrabbiarsi con gli altri, perché non è un problema di un singolo territorio ma di tutto il Veneto. Se va male ovunque, la responsabilità è soprattutto di Zaia. L'immagine di un presidente furibondo cozza con quanto ha provato a veicolare fino a ieri mattina: una situazione meravigliosa, in cui tutto procedeva senza intoppi. Dopo poche ore, invece, siamo ai rimpalli di responsabilità e agli scambi di accuse» attacca Possamai.

«Il Cup regionale lo aspettiamo dal 2016 - aggiunge tornando sul portale unico - Crediamo sia una soluzione utile per accelerare e semplificare il lavoro ma andava testato per tempo, anziché farlo partire in piena emergenza tre giorni dopo il sollecito dell'opposizione. Nessuno nega il problema della carenza dei vaccini, ma le difficoltà sono anche di altro genere e non si può scaricare tutto sui direttori generali delle Ulss. Se ognuno finora è andato in ordine sparso è perché sono mancate indicazioni chiare e una regia unica. Così come siamo partiti in ritardo con i medici di base e con i farmacisti, che ancora non sappiamo quando potranno iniziare con le somministrazioni. Dopo avvio a rilento, con il Veneto a fondo classifica, Zaia ha stravolto la strategia perseguita fino ad allora accelerando con le vaccinazioni, ma senza la necessaria organizzazione a supporto: le lunghe file agli hub, con anziani e pazienti fragili costretti a rinunciare all'iniezione, si commentano da sole».

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