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Valdobbiadene conferisce la cittadinanza onoraria al Milite Ignoto

Il consigliere regionale Razzolini: «Dobbiamo onorare la memoria di quel soldato di nessuno divenuto di tutti»

Il consigliere regionale Tommaso Razzolini, del gruppo consiliare Fratelli d’Italia - Giorgia Meloni, esprime la propria soddisfazione per il conferimento della cittadinanza onoraria al Milite Ignoto deliberata ieri dal Consiglio comunale di Valdobbiadene. L’attenzione del consigliere Razzolini al "Progetto Milite Ignoto - Cittadino d’Italia”, promossa dal Gruppo Medaglie d’Oro al Valor Militare, si è focalizzata nel dicembre scorso a partire dalla presentazione in Consiglio regionale come primo firmatario della proposta di sostegno della Regione Veneto all’iniziativa dei cent’anni della traslazione del Milite Ignoto nel sacello dell’Altare della Patria.

Di pari passo per il tramite dell’Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci) si è sviluppato l’invito esteso a tutti i comuni italiani di conferire la cittadinanza onoraria al Milite Ignoto, al fine di riconoscere in ogni luogo d’Italia la paternità di quel Caduto. «Mi sono adoperato - spiega il consigliere regionale Tommaso Razzolini - affinché il Progetto Milite Ignoto, dopo aver ottenuto il sostegno della Regione in Consiglio regionale, si traducesse nella delibera del conferimento della cittadinanza onoraria anche nel Comune di Valdobbiadene, dove risiedo e sono attualmente consigliere comunale. Con il desiderio che molte altre amministrazioni del territorio possano seguirne l'esempio».

«Quello del Progetto Milite Ignoto - continua Razzolini - a cent’anni dalla traslazione nel sacello dell’Altare della Patria, è un impegno a far conoscere la storia e onorare la memoria di quel soldato di nessuno che è divenuto di tutti, in particolare nel territorio veneto così centrale per i suoi luoghi simbolo della Grande Guerra». «Abbiamo aderito con convinzione al conferimento della cittadinanza onoraria - dichiara il sindaco del Comune di Valdobbiadene, Luciano Fregonese - riconoscendo il valore e onorando la memoria di chi ha sacrificato la propria vita nel corso della Prima Guerra Mondiale. Un conflitto che colpì duramente anche il territorio valdobbiadenese, occupato e costretto all’esodo, stretto dalla morsa della fame e della distruzione»

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