“Contrasto ai cambiamenti climatici, risorse per l’edilizia residenziale pubblica e prevenzione”

Le proposte del Partito Democratico per un Veneto sostenibile, popolare, sicuro al lavoro e contro le dipendenze

Greta Tuborg

Proposte chiare per un Veneto sostenibile, popolare e sicuro. A farle è il gruppo consiliare del Partito Democratico in occasione del Defr, la cui discussione inizia questo pomeriggio a Palazzo Ferro Fini, con una conferenza stampa a cui hanno partecipato tutti gli esponenti dem. «La lotta ai cambiamenti climatici è la sfida da vincere per il futuro. Per Zaia si tratta di fenomeni naturali, mentre la scienza mostra in modo inequivocabile le pesanti responsabilità dell’uomo. È necessario ridurre le emissioni di C02, uno dei principali gas climalteranti, con l’obiettivo di azzerarle entro il 2050. Finora i provvedimenti della Giunta sono stati fin troppo timidi. Dobbiamo aumentare del 20% l’energia prodotta da fonti rinnovabili, incrementare il bonus per la rottamazione di veicoli inquinanti, raddoppiare le colonnine di ricarica per le vetture elettriche e creare un fondo per l’efficienza energetica edilizia, facendo così un favore sia all’ambiente che alle bollette delle famiglie, le più care d’Italia dopo Valle d’Aosta ed Emilia Romagna»: ricordano il capogruppo Stefano Fracasso e i consiglieri Graziano Azzalin e Andrea Zanoni.

Questo per quanto riguarda la sostenibilità, poi c’è il fronte ‘popolare’, quello degli alloggi Ater. «Il fallimento della gestione Zaia nell’edilizia popolare emerge in tutta evidenza. Non sono stati fatti investimenti, rispetto al 2013, ci sono 3.500 case in meno e 4.500 sono sfitte perché deve essere fatta la manutenzione. Nel frattempo, con la nuova legge, aumentano gli affitti e gli sfratti. La vera vergogna non sono i furbi che occupano alloggi senza averne diritto, ma i 15mila nuclei familiari in lista di attesa. Perché finora i controlli non sono mai stati fatti? La Legge 39/2017 va modificata in profondità: anziani e pensionati non possono rischiare di perdere il diritto alla casa  perché hanno ricevuto la liquidazione o hanno un familiare disabile. Tfr e accompagnamento non devono essere conteggiati nel patrimonio mobiliare! Oltre a cambiare la legge - sottolineano Claudio Sinigaglia, correlatore sul Defr, e Bruno Pigozzo - la Regione istituisca un fondo per l’edilizia popolare di almeno 10 milioni l’anno per la manutenzione, l’acquisto e la costruzione degli alloggi!».

Ultimo punto è quello della sicurezza, a partire da quella sul lavoro. «I dati Inail ci restituiscono una fotografia indegna di un paese civile, con 56.480 infortuni e ben 69 decessi nei primi nove mesi dell’anno - commenta la vicecapogruppo Orietta Salemi con le colleghe Anna Maria Bigon e Francesca Zottis - È indispensabile investire seriamente sulla prevenzione, incrementando gli organici degli Spisal. È stato firmato un ‘Patto strategico’ a luglio 2018 con le parti sociali, ma i risultati ancora non si sono visti. Il ‘nuovo’ personale è servito soltanto a sostituire, parzialmente, chi è andato in pensione». L’altro versante della sicurezza riguarda le dipendenze, in particolare da consumo di stupefacenti. “Nella nostra regione si sono registrati da inizio anno 31 decessi per droga, primi in Italia. È un fenomeno preoccupante, così come allarma la precocità con cui ci si avvicina a queste sostanze: a 13 anni c’è già chi consuma eroina. Sono circa 20mila i veneti che nel 2018 si sono rivolti ai Serd, ridotti ad appena nove con la riforma delle Ulss.  È urgente attivare un Piano triennale di prevenzione e contrasto alle dipendenze che coinvolga più soggetti possibili: enti locali, scuole, Serd, privato sociale, associazioni sportive, forze dell’ordine. La Regione è in fortissimo ritardo: l’ultimo Piano, risale addirittura alla Giunta Galan, 2006/2008”.

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