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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
Politica

«Omosessuali travestiti da cani»: bocciata in Regione la mozione "Veneto Pride"

L'attacco della capogruppo del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale Veneto, Erika Baldin, dopo il voto contrario della maggioranza

«La maggioranza di Zaia ha bocciato la mozione "Veneto Pride", sottoscritta da tutta l'opposizione, per dare sostegno alle manifestazioni dell'orgoglio LGBTQ+ come già fanno altre regioni come la Toscana e l'Umbria governata dal Centrodestra. Peggio ancora, il voto contrario è arrivato dopo un dibattito offensivo nei confronti delle comunità LGBTQ+». Così la capogruppo del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Erika Baldin, che aggiunge: «È vergognoso che nel dibattito in un'aula istituzionale un consigliere di Fratelli d'Italia parli di persone omosessuali travestite da cani, allo scopo di sbeffeggiare le manifestazioni del Pride, e che faccia dell'ironia su un atto di indirizzo politico firmato da tutta l'opposizione proponendo che i componenti della Giunta Zaia partecipino ai cortei nelle vesti di drag queen. Abbiamo assistito a uno spettacolo vergognoso e pieno di violenza verbale, che stride con le comparsate televisive del Presidente Zaia quando invoca aperture della Lega sui diritti civili. Tra le parole di Zaia e i comportamenti della sua maggioranza c'è una distanza siderale, siamo ben oltre il medioevo».

Il no alla rete Ready

«Il Consiglio regionale ha respinto la nostra proposta di aderire alla Rete Ready, una rete di istituzioni di qualsiasi appartenenza politica contro le discriminazioni omotransfobiche, e quella di dare sostegno alle marce arcobaleno del Pride nelle città venete: le recenti aperture del Presidente Zaia sui diritti civili restano parole al vento, visto che anche i consiglieri regionali della sua lista hanno votato contro la nostra mozione». Così i consiglieri regionali delle forze politiche di opposizione a Palazzo Ferro Fini, commentando la bocciatura della mozione n. 323 ?Per l?adesione della Regione del Veneto alla Rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti discriminazioni per l?orientamento sessuale e identità di genere (RE.A.DY)? a prima firma Cristina Guarda (EV) e la n. 338 ?Veneto Pride?, mai più discriminazioni: d?ora in poi la Regione partecipi in veste ufficiale ad ogni marcia arcobaleno nelle città venete? a prima firma Erika Baldin (M5S).

«La richiesta, nel primo caso, era di aderire al coordinamento "Ready" composto da alcune Regioni, Province e Comuni che dal 2006 offrono alle pubbliche amministrazioni locali uno spazio di condivisione e interscambio di buone prassi finalizzate alla tutela dei Diritti Umani delle persone LGBT e alla promozione di una cultura sociale del rispetto e della valorizzazione delle differenze. In Veneto alcuni Comuni hanno già aderito alla Rete Ready: dopo Vicenza, Belluno, Padova, Feltre, Schio e Chioggia, nell'ottobre 2022 anche Verona si è unita infatti al coordinamento anti-discriminazioni».

«Bocciata anche la mozione per dare sostegno all'onda Pride in Veneto, con la partecipazione in veste ufficiale della Regione Veneto alle manifestazioni che si terranno nelle città venete. Chiedevamo anche di illuminare con i colori arcobaleno la facciata di Palazzo Balbi per tutto il mese di giugno, il mese del Pride, per dare un forte segnale di inclusività e lotta alle disuguaglianze. Un modo concreto per la Regione per promuovere una società più giusta e inclusiva ed è un peccato che le parole di Zaia - che di recente ha invocato un'apertura della Lega sui diritti civili - restino ancora una volta lettera morta. Sono invece del tutto inaccettabili le parole pronunciate in Aula da alcuni consiglieri di maggioranza, come la tesi che sarebbe la nostra mozione a discriminare e, in particolare, a discriminare le famiglie con figli. Oppure che il Pride sarebbe una manifestazione dove le persone simulano atti sessuali di fronte ai bambini. Sono parole che anche oggi fanno vedere un Consiglio Regionale che ha il sapore del medioevo e che continua a non riconoscere la comunità LGBTQ+ residente in Veneto, ma anzi a schernirla come se fosse un carnevale».

Scarpa (PD): «Ancora omofobia in consiglio regionale, Zaia si dissoci subito»

«È veramente sconcertante la scena che leggiamo essersi consumata consumata oggi durante il Consiglio Regionale del Veneto» ha commentato Rachele Scarpa, deputata del PD «alla mozione delle opposizioni per dare sostegno ai Pride e di adesione alla Rete READY, un network di amministrazioni impernate contro la discriminazione, diversi consiglieri di maggioranza hanno ben pensato di imbastire un vero e proprio show dell?omofobia becera. Trovo triste e desolante che, nel 2023, ci sia ancora chi ha bisogno di ridicolizzare ciò che sceglie attivamente di non capire e non conoscere. La violenza verbale messa in atto durante il dibattito, ad esempio, dal consigliere Joe Formaggio, ci fa capire quanto i Pride siano ancora necessari. Alla nostra regione servirebbero più che mai delle vere politiche di prevenzione della discriminazione: magari qualche esponente politico potrebbe imparare qualcosa. Alla macchiettizzazione proposta dalla destra estrema e bigotta che siede in Consiglio Regionale noi rispondiamo con l?orgoglio delle differenze e la gioia di celebrarle alla luce del sole. Mi chiedo che fine abbiano fatto le dichiarazioni di qualche mese fa di Luca Zaia, che invocava un?apertura del suo partito sui diritti civili. Le cose sono due: o Zaia non sa tenere politicamente le redini una maggioranza dove i peggiori omofobi siedono e sbraitano liberamente, oppure anche con quelle dichiarazioni, come tante altre volte, stava facendo il progressista "pourparler", giocando con la vita e la dignità delle tante persone LGBTQIA+ che, almeno dai loro rappresentanti, si aspetterebbero un po' di rispetto. Piena solidarietà ai Consiglieri di opposizione che portano instancabilmente queste battaglie di civiltà nelle nostre istituzioni».

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