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Test rapidi, gruppo PD: «Inchiesta di Padova, la chiarezza è doverosa»

A dirlo i consiglieri del Veneto commentando la notizia dell’inchiesta avviata dalla Procura padovana

«Apprendiamo la notizia dell’apertura di un’indagine della Procura di Padova per verificare l’affidabilità dei test rapidi per il Covid, con l’ipotesi di frode in pubbliche forniture. Attendiamo gli esiti del lavoro della magistratura, ma ribadiamo che è fondamentale un chiarimento ed una trasparenza totale su questa come su altre vicende relative alla gestione Covid nella nostra regione». A dirlo i consiglieri del PD Veneto commentando la notizia dell’inchiesta avviata dalla Procura padovana.

«A proposito di chiarezza, vale la pena ricordare che lo scorso 14 gennaio avevamo presentato assieme alle opposizioni un’interrogazione, chiedendo il dettaglio delle forniture di tamponi rapidi acquistati da Azienda Zero da inizio pandemia. Ed evidenziando, al contempo, i contenuti della nota dell’8 gennaio 2021 con la quale il ministero alla Salute comunicava che: ‘a) sensibilità e specificità dei test di prima e seconda generazione tendono ad essere inferiori a quelli del test molecolare e variano sensibilmente in funzione del momento di prelievo del campione; b) solo i test di ultima generazione (immunofluorescenza con lettura in microfluidica) sembrano mostrare risultati sovrapponibili ai saggi di RT-PCR (molecolari)».

«Nella risposta della Giunta dello scorso 30 marzo sono state rese note le tabelle riepilogative di tutte le tipologie e quantità di test rapidi, suddivisi tra 1°, 2° e 3° generazione, acquistati dall'UOC CRAV di Azienda Zero. Da queste emerge che, su un totale di 9.208.311, i tamponi di 1^ Generazione (Lettura in fluorescenza flusso laterale senza strumento) sono pari a 6.346.500 (ovvero il 69% del totale) e quelli di 2^ Generazione (Lettura in fluorescenza con strumento) ammontano a 746.811 (ovvero l'8% del totale). Di fatto, solo il 23% dei tamponi rapidi acquistati è di 3° generazione, ovvero  2.115.000. Proprio quelli riguardo i quali il Ministero aveva evidenziato che ‘sembrano mostrare risultati sovrapponibili ai saggi di RT-PCR (molecolari)’. Ci sembra vi sia una forte distanza tra quelle indicazioni e gli acquisti effettuati da Azienda Zero».

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